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La Mia Doppia Vita: La Pompa nel Vestuario dopo il Tennis

Mi chiamo Sofia, ho 42 anni, sono la DRH di un’azienda milanese. Di giorno, tailleur impeccabile, tacchi alti, capelli biondi corti, gambe lunghe e sguardo serio. Sposata da 15 anni con un marito avvocato, casa in ordine, cene con amici, vita da donna rispettabile. Ma dentro, brucio. Da mesi in crisi, litigi, sesso zero. Al lavoro, fingo tutto ok, ma gli occhi vagano sui colleghi.

L’altro ieri, ascensore. Marco, quel tipo robusto, barba incolta, avambracci pelosi. Lo conosco per quella storia audio-sextape con una collega, l’ho gestito io. Mi guarda imbarazzato, io sorrido ironica. Esce al mio piano, lo fermo: “Vieni nel mio ufficio, cinque minuti.” Cuore che batte forte, ma fuori calma. Lo faccio sedere vicino, gambe accavallate alte, gonna che sale. “Come va con tua moglie? Le hai raccontato?” Balbetta, dice separazione in corso. “Libero, eh? Non fare il santarellino, ti sei divertito.” Arrossisce. Cambio discorso: “Gioco a tennis, tu?” No, ma ama. “Vieni oggi a pranzo, ho un campo coperto privato.”

La Tensione tra Ufficio e Desiderio Nascosto

Ci vado, minishort che mi fascia il culo, top aderente. Colpi potenti, perdo due a zero. Doccia separati, ma occhiata complice. Domani, dice. Tre partite, sudore, risate. Mi racconta del suo divorzio, io ammetto il mio: “Il lavoro, capisci.” Ci diamo del tu, ma non in ufficio. Terzo match finito, io sudata, eccitata dal suo corpo maschio, peli che spuntano, odore di uomo. Entro nel suo spogliatoio, solo asciugamano annodato sotto le tette. Lo spingo nella cabina: “Voglio vedere se è grossa come ho sentito.” Gli calo lo slip, cazzo semiduro, spesso, venoso. “Mmm, sì, bello grosso.” Lo prendo in mano, alliance al dito che luccica contro la sua pelle calda. Cuore in gola, rischio tutto.

L’Acte Esplosivo nello Spogliatoio

Lo infilo in bocca, sapore salato di sudore, muscolo che si gonfia. Succhio forte, lingua intorno al cappello, lo guardo negli occhi. Geme: “Sofia, cazzo…” Gli stringo le palle pelose, pompo veloce, urgenza prima del rientro. Mi bagna la gola, lo sento pulsare. Eiacula, fiotti caldi, densi, ingoio tutto, non una goccia. “Brava troia,” mormora. Mi alzo, towel cade, tette dure con capezzoli turgidi. Bacio leggero: “Grazie, ma silenzio assoluto.” Esco, gambe tremanti, fica che cola.

Torno in ufficio, trucco rifatto, tailleur perfetto. Riunione, sorrisi professionali. Marito chiama, “A stasera.” Annuisco, ma penso al sapore di Marco in bocca. Alliance al dito, ma mano ancora umida del suo sudore. Il brivido del segreto mi fa fremere, bagnata sotto la gonna. Domani lo chiamo per un hotel, lo scopo per bene. Questa doppia vita mi eccita da morire, non smetto più.

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