Confessione: La Mia Doppia Vita con il Capo in Libreria

Mi chiamo Penelope, ho 35 anni, sposata da dieci con un uomo gentile, due figli, un dottorato in lettere e un lavoro rispettabile in una libreria a Milano. Di fuori, sono la perfetta moglie borghese: tailleur elegante, alliance al dito che luccica sotto le luci al neon del supermercato. Ma dentro… dentro c’è un fuoco che mi consuma. E tutto è iniziato con Ottavio, il mio capo. Ex marinaio, robusto, con occhi verdi che mi trafiggono. La libreria si chiama Moby Dick, e lì, tra gli scaffali polverosi, si nasconde il mio peccato più dolce.

Ieri pomeriggio, dopo la chiusura. Mio marito mi aspettava a casa per cena, i bimbi con la baby-sitter. Io gli ho mandato un sms: ‘Resto un po’ per inventario’. Bugia banale, cuore che batte forte mentre chiudo la porta a chiave. Ottavio mi fissa, sorseggiando caffè. ‘Leggimi quel testo, Penelope. Quello che ti ha fatto impazzire’. Arrossisco. È ‘Il balcone della signora A’, una storia di esibizionismo, di una donna che si mostra a un vicino maturo. L’ho letto tre volte stanotte, masturbandomi fino a tremare. ‘Non ce la faccio’, balbetto, ma le mie mutandine sono già umide.

La Routine e il Segreto che Brucia

Mi siedo sul tavolo, gambe che dondolano nervose. Inizio a leggere, voce bassa, esitante. Descrivo Juliette che spalanca le cosce sul balcone, la confettura che cola sulla fica rasata. Sento il calore salire, i capezzoli duri contro la camicetta. Ottavio mi guarda, e… oh Dio, lo vedo. Il rigonfiamento nei pantaloni. Enorme. ‘Ti eccito?’, chiedo, mordendomi il labbro. ‘Tu più del testo’, risponde con quella voce rauca. Il mio alliance brilla mentre sfioro la tavoletta, ma la mia mente è lì, con la mano di lui che mi aprirebbe.

La tensione monta. Leggo della fica esposta, bagnata, e mi perdo. Respiro corto, pausa. ‘Continua’, dice lui, e si alza. Apre la zip. Eccolo. Il suo cazzo, grosso, venoso, dritto come un obelisco. Moby Dick in persona. ‘Oh cazzo, Ottavio…’, gemo. Non riesco a staccare gli occhi. Palpita, la cappella gonfia, precume che luccica. Mi avvicino, inginocchiata, senza toccarlo. Lui lo accarezza piano, mano forte che sale e scende. Io infilo la mano sotto la gonna, dita sulla fica fradicia attraverso il perizoma. ‘Guardami’, ordina. Spingo due dita dentro, succhio il clitoride con il pollice. Il cuore mi esplode nel petto, rischio di urlare.

L’Esplosione del Desiderio

‘Vieni per me’, ringhia, accelerando. Il suo cazzo si contrae, vene gonfie. Io pompo forte, fica che schizza sul pavimento. ‘Sto… sto venendo!’, ansimo. Orgasmo violento, gambe che tremano, occhi fissi sulla sua asta. Lui esplode: fiotti di sborra calda, densa, che schizzano sul mio seno, macchiano la camicetta. Ne prendo un po’ con le dita, lecco. Salato, proibito. Gemo ancora, seconda ondata mi travolge mentre lui mi imbratta i capezzoli.

Raccogliamo i cocci in fretta. Pulisco con fazzoletti, mi sistemo i capelli. ‘A stasera, amore’, bacio mio marito tornando a casa, profumo di caffè in bocca per mascherare. Sorrido allo specchio, alliance al dito, sborra secca sotto la stoffa. Il segreto mi eccita di più del sesso. Domani, stessa routine, stesso brivido. Sono la brava moglie… e la sua troia segreta. Non smetterò mai.

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