Mi chiamo Sofia, ho 38 anni, avvocata a Milano. Di giorno sono la moglie perfetta: casa immacolata, cena pronta per Marco, mio marito da 15 anni. Ufficio, riunioni, tailleur elegante, sorriso professionale. Sesso con lui? Normale, missionario, luci spente. Ma dentro, brucio.
Ho iniziato online, per noia. Siti di chat, anonime. Lui, Alessandro, 45 anni, dominante. Primi messaggi: ‘Dimmi cosa indossi sotto’. Io, esitante: ‘Un reggiseno semplice’. ‘Toglilo, ora’. Cuore in gola, lo faccio davanti alla cam. Mi eccita da morire. Ogni giorno, quando Marco è al lavoro. Mi fa mettere lingerie rubata dal mio cassetto: tanga di pizzo, calze autoreggenti sotto il tailleur. ‘Gira, mostrami il culo’. La mia fica si bagna, l’anello al dito luccica contro la tastiera. Paura di essere scoperta, ma è questo il brivido. ‘Sei la mia troia sposata’, dice. Io gemo: ‘Sì…’.
Il Segreto che Cresce nell’Ombra
La tensione sale. Passo giorni con il tanga fradicio, vibratore nel culo al lavoro. Penso a lui durante le udienze, capezzoli duri sotto la camicia. Marco nota qualcosa? ‘Stai bene, amore?’. ‘Sì, solo stanca’. Ma la notte sogno il suo cazzo grosso, non quello di Marco. ‘Ci incontriamo’, mi ordina. ‘No, rischio troppo’. ‘Domani, motel vicino casa tua. Ore 17, prima che torni’. Il cuore mi martella. Vado.
L’Incontro Esplosivo e il Ritorno a Casa
Parcheggio lontana, controllo trucco nello specchietto. Entro, lui è lì, camicia aperta, muscoli tesi. ‘Spogliati, puttana’. Mani tremanti, tolgo tutto tranne calze e tacchi. L’anello brilla mentre gli slaccio i pantaloni. Il suo cazzo salta fuori, enorme, venoso. ‘Succhia’. Mi inginocchio, lo prendo in bocca, gusto salato, lo lecco dalle palle al glande. ‘Brava sposina’. Mi afferra i capelli, mi fotte la gola. Tiro su, bava che cola. ‘Sdraiati, apri le gambe’. La mia fica è fradicia, clitoride gonfio. Entra di colpo, mi riempie. ‘Ahhh! Cazzo, sì!’. Pompa forte, lettino cigola. ‘Dimmi che sei mia’. ‘Sono la tua troia! Fottimi!’. Mi gira, a pecorina. ‘Ora il culo’. Lubrificante freddo, spinge. Brucia, poi estasi. ‘Prendilo tutto, cagna sposata’. Alterna fica e culo, schiaffi sul sedere. ‘Vieni dentro!’. Esplode nel mio culo, caldo, pieno. Io vengo urlando, pareti della fica che pulsano. Sudore, odore di sesso. Guardiamo l’orologio: 17:45. ‘Vattene, torna dal tuo cornuto’.
Corro a casa, doccia veloce. Marco rientra: ‘Com’è andata al lavoro?’. Sorriso, bacio. ‘Bene, amore’. Sento il suo sperma colarmi dal culo mentre cucino. L’anello tocca il suo viso innocente. Colpa? Un po’. Ma l’eccitazione… Dio, mi bagna di nuovo. Di notte, fingo sonno, tocco la fica pensando a quel cazzo. Domani? Un altro motel. Questa doppia vita mi distrugge e mi fa viva. Non smetterò.