Mi chiamo Isabella, 35 anni, sposata con Marco da dieci anni. Lavoro in banca, casa perfetta a Milano, amici che mi invidiano. Ma… c’è il mio segreto. Adoro il brivido di farmi scopare da estranei, col cuore che mi martella nel petto. L’anello al dito che luccica mentre tocco un cazzo altrui. Ieri è successo di nuovo. Venerdì, 18:30, metro da Duomo verso casa. Gonne corte nera, camicetta bianca, tacchi. Salgo, mi siedo vicino alla porta. Vedo lui: 33 anni circa, single, occhi affamati. Lo fisso. Apro le gambe piano, collant neri che tirano sulle cosce. Lui guarda. Passo la lingua sulle labbra, sbottono un bottone. Tocco le tette sotto il tessuto, capezzoli duri. Il mio cuore… bum bum bum. Marco mi aspetta per cena, ma la fica mi pulsa già.
Scendo a Garibaldi, lui mi segue. Nei corridoi bui, mi giro, gli sorrido. ‘Vieni?’, sussurro. Prende la linea gialla, io dietro. A Victor Hugo… no, a Centrale, usciamo. Lì c’è Paolo, il mio amante. 42 anni, elegante, sa tutto dei miei giochi. Lo bacio sulla bocca, mano sul suo pacco duro. ‘Ho uno per noi’, gli dico all’orecchio. Paolo ride basso, stringe il mio culo. Lo sconosciuto ci fissa, eccitato. Camminiamo veloci, due isolati fino all’appartamento di Paolo. Vicino casa mia. Rischio alto, adrenalina pura. ‘Sbrigati, devo tornare’, dico, anello che graffia la mano di Paolo mentre lo palpo.
La Tensione tra Vita Normale e Desiderio Proibito
Dentro, luci basse. Paolo versa whisky. ‘Spogliati’, ordina allo sconosciuto. Io mi inginocchio prima. Tiro giù la zip, cazzo grosso, venoso. ‘Mmm, bello duro’, gemo. Lo lecco dal basso, saliva che cola. Paolo mi alza la gonna, strappa collant. ‘Fica fradicia, troia’, dice ridendo. Mi infila due dita, pompa forte. Io succhio avida, gola piena, occhi lacrimosi. Lo sconosciuto geme: ‘Cazzo, sei una dea’. Paolo mi sbatte da dietro, cazzo spesso che entra tutto. ‘Prendilo, Isabella, mentre il tuo maritino cena solo’. Orgasmio mi spacca, urlo con la bocca piena. Cambio: Paolo mi scopa il culo, olio che scivola. ‘Rilassati, puttana’, grugnisce. Lo sconosciuto mi incula la fica, doppio pieno. Sborro dentro di me, caldo, appiccicoso. Io vengo di nuovo, tremo, unghie nella carne.
Finito in fretta, sudati, ansanti. Doccia lampo. ‘Grazie, bello’, dico allo sconosciuto, bacio umido. Esco di corsa, 20:20. Metro indietro, trucco rifatto, sorriso finto. A casa, Marco: ‘Com’è andata al lavoro?’. ‘Bene, amore’. Cena, TV, bacio della buonanotte. Ma dentro… figa piena di sborra, culo dolorante. Il segreto mi eccita da morire. Domani ufficio, moglie perfetta. Ma già penso al prossimo brivido. Dio, che vita doppia… non smetto mai.