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La Mia Doppia Vita: La Scopata Proibita con l’Amante nel Motel

Mi chiamo Anna, ho 38 anni, sposata da 15 con Marco, un uomo perbene, direttore di banca. Di giorno sono l’avvocatessa impeccabile, tailleur stretto, capelli in ordine, sorriso professionale in tribunale. Tutti mi invidiano: casa grande, figli bravi, vita perfetta. Ma dentro… dio, dentro brucio. Ho Luca, il mio amante. Non un collega, no, un tipo che ho incontrato per caso in un bar, occhi neri, mani forti. Ci vediamo da due anni, sempre di nascosto. Ogni messaggio sul telefono mi fa tremare le gambe.

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Oggi è stato uno di quei giorni. Alle 17, mentre firmavo carte in ufficio, il bip: “Stanza 12, motel periferia. Vieni ora, o impazzisco.” Il cuore mi è esploso nel petto. Ho guardato l’anello al dito, quello d’oro che Marco mi ha messo 15 anni fa, luccicante sotto la luce al neon. “Non posso”, ho pensato. “Devo cucinare, i bambini, lui torna alle 20.” Ma la fica ha iniziato a pulsare, bagnata già solo all’idea. Ho mentito al socio: “Riunione urgente con un cliente.” Sono uscita, tacchi che cliccavano veloci sul marciapiede, sudore freddo sulla schiena. Guidavo con le mani che tremavano sul volante, l’odore del mio profumo mischiato all’eccitazione che saliva. “Se mi beccano? Se Marco chiama?” L’adrenalina mi eccita da morire, è come una droga.

Il Segreto che Mi Divora Ogni Giorno

Arrivo al motel, parcheggio lontano, cuore in gola. Busso piano alla 12. La porta si apre di scatto, Luca mi tira dentro al buio pesto. “Shh, troia mia”, sussurra, voce rauca. Mi benda gli occhi con una sciarpa, lega i polsi al letto con una corda morbida. “Aspetta qui, fai la brava.” Lo sento allontanarsi, la porta che si chiude. Sono lì, nuda sotto il vestito, implorante. Gemo attraverso il tessuto che mi tappa la bocca, “Mmmph… ti prego…”. Passano minuti eterni, il mio corpo suda, i capezzoli duri contro il reggiseno. Sento i suoi passi tornare, la luce del corridoio filtra un attimo. Si siede sul letto, il materasso affonda. “Sei fradicia, eh?” Ride piano, le sue dita sfiorano la mia coscia, salgono lente.

Prende le forbici dal comodino – gliele ho portate io, so che gli piace. Taglia il vestito, il reggiseno, le mutande. Strappa tutto, l’aria fredda sui seni nudi mi fa rabbrividire. “Guardami queste tette perfette”, mormora, le sue mani le strizzano forte, pizzica i capezzoli fino a farmi gemere. Scende, dita sulla fica rasata, bagnata da morire. “Cazzo, sei una fontana.” Ne infila due dentro, piano poi veloce, il pollice sul clitoride che mi fa arcuare la schiena. “Ti piace, puttana? Dillo.” Tolga il bavaglio un attimo: “Sì… scopami, Luca, ti prego.” Ride, mi tappa di nuovo la bocca. Mi lecca la fica, lingua dentro, succhia il clito come un affamato. Io mi contorco, “Mmmph!”, il cuore batte all’impazzata.

L’Incontro Esplosivo e il Ritorno a Casa

Non resiste più. Mi gira a pecorina, polsi legati stretti. Sento il suo cazzo duro contro il mio culo, grosso, venoso. “Prendilo tutto.” Me lo infila in un colpo, fino in fondo, la fica che si apre e lo ingoia. “Cazzo, che stretta!” Pompa forte, colpi secchi, il letto cigola. Io urlo nel bavaglio, il suo bacino sbatte sul mio clito, sudore che cola. Mi scopa come un animale, una mano nei capelli, tira. “Sei mia, non di quel coglione di tuo marito.” Cambio posizione, mi sdraia supina, gambe spalancate. Mi penetra di nuovo, profondo, i suoi testicoli schiaffeggiano la mia pelle. Succhia i capezzoli, morde, graffia i fianchi. “Vengo dentro, eh? Riempiti di sborra.” Io annuisco frenetica, l’orgasmo mi travolge, la fica si contrae intorno al suo cazzo, urlo soffocato. Lui esplode, caldo, tanto, mi inonda. Resta dentro un minuto, ansimando.

Ci stacchiamo veloci. Mi slaccia, tolgo la benda. Sono un disastro: rossetti sbavato, fica gonfia che gocciola sborra. Mi lavo in fretta nel bagno minuscolo, specchiandomi: l’anello luccica ancora, innocente. “Vai, amore, a dopo”, dice lui con un bacio. Esco, notte fresca, guido a casa con le cosce appiccicose, il sapore di lui in bocca. Marco mi aspetta: “Com’è andata la riunione?” Sorriso perfetto: “Bene, stanca morta.” Lo bacio, cena, figli a letto. Ma dentro… dio, pulso ancora. Il segreto mi fa bagnare di nuovo. Domani tornerò da lui. Non resisto. Questa doppia vita mi distrugge e mi fa viva.

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