Dio mio, non resisto più. Mi chiamo Elena, ho 45 anni, avvocatessa in uno studio importante a Milano. Sposata con Tommaso da vent’anni, madre di Camilla, 20 anni, studentessa. Fuori, sono la donna perfetta: tailleur impeccabili, sorrisi composti, cene con vicini. Ma dentro… c’è questo fuoco. Il vicino del piano di sopra, Gianni, ventidue anni, artista squattrinato. L’ho visto arrivare con la sua borsa di tele, alto, occhi scuri, quel sorriso da ragazzo che nasconde un diavolo.
Ieri sera, cena a casa nostra con i C., no, con i vicini. Gianni arriva presto, bouquet in mano. ‘Buonasera Elena’, dice, e mi bacia la guancia, mano sul braccio. Il cuore mi batte forte. ‘Vieni, ti mostro delle incisioni nel mio studio’, mento. Tommaso prepara lo champagne in salotto. Prendiamo l’ascensore stretto. Odore di lui, dopobarba economico misto a sudore fresco. Sento la sua erezione premere contro di me quando l’ascensore sobbalza. Trambusto, il mio culo sbatte sulla sua verga dura. Arrossisco. ‘Questa macchina… è dura eh?’, balbetto. Lui ride piano, ‘Sì, molto’. Le ginocchia mi tremano.
La Tentazione Prima della Cena
In camera sua, disordine da artista. Gli mostro i miei schizzi, no, i suoi. Mi piego sul tavolo, il culo in fuori. Sento i suoi occhi. ‘Hai nudi?’, chiedo, eccitata. Tira fuori cartelle. Donne con tette enormi, culi larghi. ‘Ti piacciono le donne, eh?’. Lui annuisce. Coraggiosa, gli metto le mani sul culo sodo. ‘Molto bello’, dico. Chiude gli occhi. La mia alleanza brilla mentre scendo la zip. La sua cazzo salta fuori, grossa, venosa. Cuore in gola, penso a Tommaso giù che aspetta. ‘Mmm, hai talento nelle dita’, dice lui. Gli tiro su la gonna, no, io ho la mia robe anni ’50, ma lui mi prende le tette.
Non c’è tempo. Mi giro, in ginocchio. ‘Ti tengo buono fino alla prossima’, sussurro. Lecco la base, succhio le palle una per una. Lui mi afferra la testa, me la infila in bocca. Succhio vorace, lo guardo negli occhi. ‘Cazzo, Elena, succhi da dio’. Gola piena, sbavo, ma ingoio tutto. ‘Vuoi in bocca o sul culo?’. ‘In bocca!’. Accelerò, lingua sul glande, va e vieni. Esplode in un minuto, sborra calda giù in gola. Non ne perdo una goccia. Mi lecco le labbra, guardo l’orologio. ‘Scendiamo, ci aspettano’.
L’Orgasmos e il Ritorno alla Normalità
Torniamo giù. Tommaso mi sorride, ‘Dov’eravate?’. ‘Incisioni’, dico, sapore di sborra in bocca. A tavola, Camilla di fronte a lui, gonna rossa, tette spingenti. Sento odore di fica sua sotto il tavolo? No, è lui che mi fissa. Mangio la purea, eccitata, mutande bagnate. Camilla gli passa qualcosa sotto? Non importa. Penso alla sua verga in bocca, alleanza che luccica mentre lo segavo. Tommaso pontifica su morale, io reprimo un gemito.
La cena finisce. Lo saluto con bacio sulla guancia, ‘Grazie per i fiori’. Vado a letto con Tommaso, lo bacio, normale. Ma mentre mi addormento, sento ancora il suo sperma, il cuore che batteva. Domani lezione di disegno… no, di cazzo. Il rischio mi fa venire i brividi. Sposa perfetta di giorno, troia segreta di notte. Non smetto, non posso. Questo segreto è la mia droga.