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Confessione: La Mia Doppia Vita da Prof Sposata e la Scopata nel Laboratorio

Dio, non ce la faccio più a tenere tutto dentro. Sono Maria, 38 anni, prof di storia in un liceo di Roma. Sposata da dieci anni con Luca, ingegnere gentile, casa perfetta a Prati, figli no, ma vita impeccabile. All’apparenza. Ma dentro… dentro brucio. Ho una doppia vita. Lui si chiama Giovanni, prof di fisica, 45 anni, grigio sulle tempie, mani forti da scienziato. Ci guardiamo da mesi nei corridoi, sorrisi complici. Io indosso sempre l’anello nuziale, luccicante, ma il mio corpo lo vuole.

Ieri mattina, prima della visio con i genitori, entro nella sua aula vuota. Il cuore mi martella. Lascio il mio foulard di seta rossa sulla sua paillasse. Profumo di vaniglia, il mio. Esco veloce, fingo niente. Durante le lezioni, penso a lui che lo trova. La mia figa si bagna solo all’idea. Pausa pranzo, lui passa dalla vicina, Morgana, prof di mate. ‘È tuo?’, chiede. Lei no. Bene. La campanella suona, i miei studenti entrano. Ma io… io vibro.

Il Foulard Lasciato per Lui e la Tensione che Sale

Pomeriggio, pausa. Lo vedo solo nel labo, tra la mia aula e quella di SVT. Pulisce beccheri. Busso piano. Entro, chiudo la porta. ‘Hai trovato il mio foulard? L’ho perso ieri’. Sorrido, nervosa. Lui arrossisce. ‘Sì, è qui’. Lo annodo al collo, la mia gonna aderente sale un po’. Gambe in collant velati. ‘Posso vedere il labo?’. Annuisce, eccitato. Entriamo. Fuori, la classe 5A urla con la prof di bio, Stephanie, che sbraita. Copertura perfetta.

Mi appoggio all’armadio. Lui si avvicina. ‘Maria…’. Il mio cuore pompa forte, l’anello brilla mentre gli sfioro il petto. ‘Shh, ci sentono?’. Ride basso. No, quel casino ci salva. Le sue mani sui miei fianchi. Bacio sul collo, sotto il foulard. Geme. Io… io gli slaccio i pantaloni. Cazzo duro, grosso, venoso. Lo stringo, masturbo piano. ‘Cazzo, Maria’. L’anello freddo contro la sua pelle calda. Urgenza. La figa mi pulsa, bagnata fradicia.

La Penetrazione Rapida nel Laboratorio: Piacere Proibito e Rischio

Sollevo la gonna. Porta-jarretelles, sì. Bas, non collant. Sorpreso, geme. Tira giù le mutande. Mi gira, mi piega sull’armadio. Dita nella fica, scivolano facili. ‘Sei fradicia’. Sì, per te. Mi penetra piano, centrimetro dopo centrimetro. Stretta, calda. Ogni spinta un brivido. Copro la bocca per non urlare. Fuori, urla degli studenti. Lui accelera, mi pompa forte. Palle che sbattono sul mio culo. Stringo i muscoli, lo milk. ‘Cazzo, sì!’. Mi tocca il clito, vortice.

Vengo prima, spasmi violenti, liquido che cola. Lui esplode dentro, sborra calda che mi riempie. Rantolo soffocato, mano sulla bocca. Ci fermiamo, ansimanti. Rido nervosa. ‘Cristo, che rischio’. Si riveste veloce. Io pure, gonna giù, foulard annodato. ‘Grazie per il foulard’. Esco, lui sorride.

Morgana passa. Sa. La porta labo aperta, ci ha visti? ‘Non dico niente’. Tomba. Esco, lezioni finite. Torno a casa. Luca mi bacia. ‘Com’è andata?’. Bene, amore. Cucino, sorrido. Ma la figa gocciola ancora la sua sborra. L’anello luccica sotto l’acquaio. Colpa? Un po’. Ma l’adrenalina… dio, voglio di più. Domani, un altro foulard? Il segreto mi fa viva. Doppio vita, doppio piacere.

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