Dio, non ce la faccio più a tenere questo segreto. Sono Maria, 42 anni, sposata da 15 con Giovanni, avvocato rispettabile. Vita perfetta: casa a Milano, figli grandi, lavoro in banca. Ma dentro, brucio. Adoro quel brivido, il rischio di farmi beccare. L’alliance al dito che luccica mentre tocco un altro uomo… mi fa bagnare all’istante.
Eravamo in Sri Lanka per le vacanze, ultimo giorno. ‘Giornata libera’, ha detto Giovanni. Tuk-tuk dall’hotel, boutique di gioielli. Il proprietario ci porta in una stanza buia, sudicia. Lì, due tamoul al lavoro. E lo vedo lui. Vecchio, cranio rasato lucido, ciuffo sale e pepe sopra le orecchie. Occhiali con catenella, torse nudo, sudato, sarong colorato sui fianchi magri. Curvo sull’incudine, martella un bracciale. Mi fermo, ipnotizzata. Sudore che gli cola sulla schiena. Il cuore mi batte forte. Giovanni dietro, mi sussurra: ‘Ti piace?’. Annuisco, ma è lui che mi fissa. Occhi neri, saggi, diabolici. Sento calore tra le gambe. Esco con un bracciale semplice, lo metto al polso. Brucia.
La Tensione tra Vita Normale e Desiderio Proibito
Obsessione totale. Rientriamo in hotel, ma io absent. ‘Voglio tornarci’, dico a Giovanni a pranzo. ‘Vai sola, amore’, ride lui. Salto su, senza finire il dolce. In camera, tolgo il reggiseno. Chemisier leggero, sudore lo rende trasparente. Il tuk-tuk mi aspetta, sorride lascivo fissandomi i capezzoli duri. Non mi copro. Mi piace.
Bottega. Il capo sorride, sa. Vado dietro, sola. Lui è lì, solo, voûté. Lo guardo minuti, immobile. Sudore ovunque, caldo umido. Sento la fica pulsare. Jouissance sale, senza toccarmi. Mi bagna le mutande. Entro, mi siedo di fronte. Tace, lavora col suo cannello. Io… sbottono due bottoni. Seni nudi, quasi fuori. Mi guarda, fissa. Capezzoli tesi. ‘Bella…’, mormora con accento tamoul. Voce rauca.
L’Acte Intenso e il Ritorno al Segreto
Si alza, mi prende la mano. Trascina nel fondo oscuro. Gambe tremanti. Mi appoggia al muro. Mani calde, rugose sull’alliance, aprono il chemisier. ‘Tette belle’, dice, palpando. Gemiti soffocati. Prende la mia mano, la infila nel sarong. Cazzo duro, grosso, venoso. ‘Succhialo con la mano’, ordina. Pompino lento, lui bacia. Bocca speziata, forte. Accelero. ‘Vengo…’, grugnisce. Sborra calda, densa nella mia mano. Occhi fissi nei miei, mano sul seno. Io esplodo, fica che contrae, bagnata fradicia. ‘Brava troia’, sussurra. Mi riveste, chiama tuk-tuk. Mi dà il bracciale: ‘Per te, mia’. Cuore in gola, torno.
Giovanni dorme. Mi lavo la mano appiccicosa di sborra. Profumo di lui ovunque. Mi masturbo piano, immaginando quel cazzo in me. Il bracciale pulsa. Notte, sudata. Sogno? Lo vedo al letto. Mi alzo nuda, gli apro le cosce. ‘Prendimi’, imploro. Mi solleva il culo, cazzo contro fica. Entra piano, riempie. ‘Fottimi forte’, gemo. Pompa, sborra dentro, caldo. Mi sveglio con dita nella fica, piena di umori. Reale? Il segreto mi eccita da morire. Domani volo a casa, ma rivivo tutto. Alliance luccicante, mano sudicia di lui. Voglio di più.