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La Mia Doppia Vita: Il Brivido della Mia Liaison Segreta

Mi chiamo Anna, ho 42 anni, sposata da 15, due figli, avvocatessa in uno studio importante a Milano. Di fuori, sono la donna perfetta: tailleur elegante, capelli in ordine, anello al dito che brilla sotto le luci dell’ufficio. Mio marito Paolo è un ingegnere gentile, padre premuroso, ma… la scintilla si è spenta. Niente più passione, solo routine. E io? Io ho un segreto che mi fa battere il cuore all’impazzata.

Si chiama Luca, 28 anni, il barista del caffè all’angolo del mio palazzo. L’ho notato mesi fa: occhi scuri, sorriso malizioso, mani forti che preparano il cappuccino. All’inizio sguardi rubati, un “buongiorno” sussurrato. Poi messaggi: “Vieni da sola stasera?”. L’anello al dito mi pesa, ma il brivido… Dio, quel brivido del proibito mi bagna le mutande. Ogni giorno fingo con Paolo, sorrido ai figli, chiudo cause in tribunale. Ma dentro, ardo. Oggi, ennesima giornata stressante. Esco dall’ufficio, ore 18:45. Devo essere a casa per cena alle 20. Gli scrivo: “5 minuti, retro bar”. Il cuore pompa forte. Entro, lui chiude la saracinesca parziale. “Anna… sei bellissima”. Mi bacia il collo, le sue mani sotto la gonna. Esito: “Luca, rischio…”. Ma lui: “Lo so, è questo che ci eccita”.

La Routine e il Desiderio Nascosto

Mi spinge contro il muro freddo del magazzino, buio e stretto. Slaccia due bottoni della mia camicia bianca, tira giù il reggiseno. Succhia i capezzoli duri, li morde piano. “Ah… sì…”. Io gli abbasso i pantaloni, il cazzo salta fuori, duro come ferro, venoso, cappella gonfia. Lo afferro con la mano sinistra – quella con l’anello nuziale che sfrega contro la pelle calda. “Cazzo, Luca, sei enorme”. Mi inginocchio, lo lecco dalla base alle palle pesanti, poi lo ingoio tutto, pompando con la bocca bagnata. Geme: “Brava troia sposata, succhialo bene”. Mi alzo, lui mi strappa le mutande, le infila in tasca. Mi gira, mi piega sul tavolo di legno grezzo. Sento la lingua sulla figa rasata, lecca il clitoride gonfio, infila due dita dentro, mi scopa con le dita. “Sei fradicia, Anna, tutta per me”. Il cuore mi esplode nel petto, sudo, l’odore di caffè e sesso riempie l’aria. Mi penetra di colpo, il cazzo entra profondo, spacca la figa stretta. “Prendilo tutto, puttana!”. Pompa forte, veloce, colpi secchi che mi fanno gemere. “Shh… non urlare, c’è gente fuori”. Ma non resisto: “Scopami più forte, riempimi!”. Sento le palle sbattere sul mio culo, l’anello che luccica mentre mi aggrappo al tavolo. Viene dentro, sborra calda che mi inonda, cola giù sulle cosce. Io vengo tremando, la figa che pulsa sul suo cazzo.

Esco barcollando, gonna liscia, camicia abbottonata alla meglio. Profumo di menta per coprire l’odore. A casa, Paolo mi bacia: “Com’è andata al lavoro?”. Sorriso perfetto: “Bene, amore”. Preparo la cena, i figli chiacchierano. Sento la sborra di Luca colare piano nelle mutande nuove. Il segreto è mio, intatto. Mi eccita da morire: la rispettabile Anna, con la figa piena di un altro. Domani lo rifarò. Il rischio… è la mia droga.

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