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La Mia Doppia Vita: Il Segreto Bruciante con la Mia Amante

Mi chiamo Elena, ho 38 anni, sposata da dieci con Marco, un ingegnere gentile. Di giorno sono l’avvocatessa impeccabile nello studio di Milano, tailleur eleganti, stretta di mano ferma, clienti che mi rispettano. L’anello al dito luccica sotto le luci fluorescenti, simbolo della mia vita perfetta. Ma dentro, brucio. Ehm… ogni tanto, il telefono vibra. Un messaggio da lei, Sofia. ‘Vieni ora. Non farmi aspettare.’ Il cuore mi salta in gola. Oggi ho una riunione alle 18, finisco tardi, dico a Marco. ‘Tesoro, devo chiudere un contratto urgente.’ Lui annuisce, bacia la mia guancia. Esco, guido veloce verso il suo appartamento in periferia. Parcheggio, guardo l’ora: 20:45. Devo essere a casa per le 22, cena con lui. Ma il desiderio mi mangia viva. Suono, lei apre. Alta, mora, occhi che comandano. ‘Sei in ritardo.’ Mi spinge dentro, chiude la porta.

Mi strappa il tailleur, resto in lingerie. ‘In ginocchio, puttana.’ Obbedisco, il pavimento freddo contro le ginocchia. Lei ride, attacca le mollette ai miei capezzoli. ‘Ahi! Sofia…’ ‘Zitta.’ Il dolore è acuto, elettrico, ma la fica mi bagna subito. Mi lega le mani dietro, mi piega sul divano. ‘Apri il culo.’ Prende il tubo del bidet portatile, lo infila nel mio ano. Acqua calda invade le viscere, gonfio come una palloncino. ‘Tieni, non far uscire.’ Stringo, sudo, il cuore martella. ‘Brava troia.’ Mi sfila, mi fa squat sul pavimento. Espello tutto davanti a lei, umiliazione totale, odore forte, ma eccitante. Lave le mie cosce con il getto, mi infila due dita nella fica fradicia. ‘Mouillis come una fontana.’

Il Contrasto tra Normalità e Desiderio

Mi alza, mi lega alla croce contro il muro. Mollette ovunque: tette, cosce, labbra della fica. Un paniere pesante appeso alla grande labbro, tira, brucia. Grido, ‘Sofia, fa male!’ ‘Soffri per me.’ Mi masturba il clito con la vibrazione, orgasmo mi squassa, squirto sul pavimento. Poi, le pinze ai capezzoli pesanti, plomo che dondola. ‘Succhiami.’ Mi inginocchio, leccco la sua fica rasata, odore muschiato, sale. Le infilo la lingua nel culo, lei geme. ‘Fottimi con le dita.’ Tre dita nella fica, pollice nel culo, la porto al piacere. Lei mi afferra i capelli, ‘Ora tocca a te.’ Mi sdraia, vibro sul clito gonfio, mi piscia addosso tiepida, bevo, eccitata da morire. Mi fist nella fica, mano intera, urlo, vengo di nuovo, pareti che pulsano.

Guardo l’orologio: 21:45. ‘Devo andare.’ Lei sorride, ‘Vai dalla tua famigliola, con il mio sapore addosso.’ Mi rivesto veloce, fiche gonfia, capezzoli doloranti sotto la camicia. Guido a casa, trucco rifatto in macchina. Marco apre, ‘Com’è andata?’ ‘Bene, stanca.’ Cena, sorrisi, ma sotto il tavolo stringo le cosce, ricordo la sua mano nel mio culo. A letto, lui mi tocca, dico no, ciclo. Ma dentro, rido. Il segreto mi fa eccitare di più. Domani, stessa vita. Ma il telefono vibra già. Non vedo l’ora.

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