Mi chiamo Elena, ho 42 anni, sposata da 15 con Marco, un ingegnere tranquillo. Di giorno sono l’avvocatessa impeccabile, tailleur stretto, capelli in ordine, anello al dito che brilla sotto le luci dell’ufficio. La mia vita è perfetta, o almeno così appare. Ma dentro… dio, dentro brucio. Ho un amante, Davide, un collega che mi guarda sempre con quegli occhi famelici. Stasera c’è la cena aziendale, mariti inclusi, poi disco privata. Marco è felice, mi stringe la mano mentre entriamo. Io sorrido, ma sotto il vestito nero, niente mutande. Solo calze autoreggenti. Il cuore mi martella. ‘Stai bene stasera?’, mi chiede lui. ‘Sì, amore, solo un po’ agitata’. Agitata? Sto già bagnata, pensando a Davide che mi ha mandato un messaggio: ‘Ti aspetto nel buio’. L’anello mi pesa sul dito, mentre bevo il vino. Lo vedo lì, dall’altra parte della sala, mi fa l’occhiolino. Mi alzo per andare in bagno, ma lui mi intercetta nel corridoio. ‘Elena, vieni’. La voce bassa, urgente. Lo seguo, le gambe tremano. ‘Non possiamo… mio marito…’. Ma le mie mani sono già sul suo petto.
Ci infiliamo in un angolo buio della disco, la musica pompa forte, corpi che si strusciano ovunque. Mi spinge contro il muro, le sue mani sotto la gonna. ‘Sei fradicia, troia’. Sì, lo sono. Le dita mi aprono la fica, scivolano dentro facili. Geme contro il mio collo. ‘Ti scopo ora’. Tiro giù la zip, il cazzo salta fuori, duro come ferro, venoso. Me lo infilo in bocca un secondo, gusto il presperma salato. Poi mi gira, mi piega. ‘Prendilo’. Entra di colpo, fino in fondo. ‘Ahhh… cazzo, Davide!’. Mi pompa forte, le palle che sbattono sul mio clito. Sento il cuore in gola, ogni spinta mi spacca. ‘Pensa a tuo marito là fuori’. Questo mi fa impazzire. Stringo i muscoli, lo mordo dentro. Lui ansima, mi afferra i fianchi. ‘Ti riempio, Elena’. Sì, vieni. Sento i fiotti caldi schizzare contro la cervice, pulsazioni che mi riempiono. Gemo piano, l’orgasmo mi travolge, le gambe cedono. Resta dentro, si ammorbidisce piano. ‘Tienilo dentro, torna da lui così’. Mi tiro giù la gonna, il suo sperma già cola un po’ sulle cosce. Bacio veloce, salato di sudore.
Il Segreto che Mi Fa Tremare
Torno in pista, Marco mi vede. ‘Dove eri?’. ‘Bagno, troppa gente’. Balliamo un lento, lui mi stringe la vita. Sento il liquido tiepido scivolare piano, bagnarmi le calze. Il cuore batte ancora forte, l’anello sfrega contro la sua schiena mentre penso al cazzo di Davide. ‘Sei calda stasera’, mi dice. Sorrido, colpevole ma eccitata da morire. A casa, in macchina, contraffaccio i muscoli per tenerlo dentro. Marco mi palpa una coscia, ignaro. ‘Fammi l’amore?’, chiedo io, la voce tremante. In camera, mi spoglio piano. Lui entra in me, scivola facile nel mix. ‘Sei così bagnata…’. Vengo di nuovo, pensando al segreto. Il suo sperma si mescola, cola fuori mentre dorme. Io resto sveglia, dita tra le gambe, assaporo il gusto proibito. Domani ufficio, vita normale. Ma io so: sono una puttana rispettabile, e adoro questo brivido. Non smetterò mai.