Domenica mattina, mio marito mi dice: ‘È un po’ che non vedi Martina, la tua grande amica’. Ha ragione, ma il weekend sono sempre occupati. ‘Chiamo io?’, propone lui. Io ho fobia del telefono, lo sa bene. Va nella camera, compone il numero. Sento ridere. Martina dice che mercoledì può spostare la ‘seduta’ con i suoi coquins. Tre uomini, più il marito Gianni. Libertina sfacciata, lei. Io, sposata, avvocato rispettabile, mamma di due, vita perfetta fuori. Ma dentro… quel brivido mi chiama.
Martedì sera, mio marito insiste: ‘Andiamo domani, sono in ferie’. Annuisco, cuore che già accelera. ‘Ok, ma breve, devo preparare la cena per i bambini dalla baby-sitter’. Bugia innocua. In macchina, chiacchieriamo di saloni erotici passati, tenute provocanti. ‘La prossima volta, latex?’, dico ridendo. Lui eccitato, mano sulla coscia. Io penso: e se entriamo in quella casa e…?
Il Mensonge e la Tentazione Crescente
Arriviamo, trenta km di curve di campagna. Parcheggio sotto l’albero. Porticina aperta: ‘Entrate’. Spingo la porta, entro nel salotto. Mi blocco. Martina a quattro zampe sul divano, nuda tranne calze nere, si fa scopare in levrette da un biondo muscoloso. Ne succhia un altro, bruna, e sega Gianni. ‘Buongiorno!’, dice il biondo senza fermarsi, cazzo che entra e esce dalla fica bagnata di lei.
‘Mercoledì, no venerdì?’, balbetta Martina, fingendo sorpresa. Mio marito: ‘Ho capito male’. Io rido, mani sui fianchi. ‘Siete patetici, vi conosco’. Cuore in gola, ma figa che pulsa. L’anello al dito luccica contro la luce. ‘Faccio finta di niente? O partecipo?’. Martina: ‘La vita è troppo corta, tesoro’. Mi siedo in poltrona. ‘Qualcuno per me?’. Il bruno, Flavio, si avvicina, cazzo duro.
‘ Siediti qui’. Mano sulla mia gonna, bacia il collo. Io afferro la sua verga, pelle calda, vene gonfie. La sega piano, su e giù, cappella rossa che spunta. Accelero, lui geme. Sborra calda mi bagna la mano, la gonna. Lecco un dito: salato, viscoso. ‘Non male’. Martina ride: ‘Vieni, ti presto qualcosa’. Ci cambiamo: calze, reggicalze neri, guanti lunghi, cravatta. Io quasi nuda, lui mi guarda affamati.
L’Orgia Esplosiva e il Ritorno al Segreto
Torniamo. Davide riattacca Martina: ‘A quattro zampe, troia, ti riempio la fica’. Lei glatisce mentre lui pompa forte. Io in poltrona, Flavio mi palpa i capezzoli duri, Gianni offre il cazzo. Double sega, mani gantate che strizzano. Bacio la cappella di Gianni, assaggio, poi ingoio. Succo profondo, saliva che cola. Entra Piero, il calvo: ‘Ritardo, incidente’. Ma guarda me.
Un’ora di caos. Mi spogliano, mi leccano ovunque. Davide si sdraia: ‘Sali sulla mia cazzo, ti apro il culo’. Lubrificante freddo sull’anello anale. Gland contro buco stretto. ‘Lento!’. Entra, doloroso ma buono. ‘Cazzo, che stretta!’. Mi allungo su di lui, Piero mi infila in fica: doppio pieno, sfregamento pazzesco. Seghe Flavio e Gianni, poi mio marito in bocca. Tre cazzi che mi sfondano, corpi sudati contro pelle. ‘Ah, riempitemi!’. Gemo, trema, squirto. Sborra in bocca, in fica, nel culo. Mani appiccicose di sperma.
Finito. Doccia veloce, rivesto gonna elegante. Bacio mio marito: ‘È andata bene?’. ‘Perfetto’. In macchina, lui eccitato dal racconto edulcorato. ‘Solo chiacchiere’. A casa, cena, bambini. Anello pulito, ma figa gocciola ancora. Colpa? No, eccitazione pura. Domani ufficio, rispettabile. Ma già penso al prossimo ‘mercoledì’. Questo segreto mi fa viva.