Mi chiamo Elena, ho 32 anni, infermiera in un ospedale di Roma. Di giorno sono la moglie perfetta: fedele a Marco, il mio marito avvocato, casa impeccabile, sorrisi ai vicini. Ma dentro… dio, dentro brucio. Da due mesi ho una doppia vita. Francesco, il contabile del palazzo accanto, quel tipo banale con i riccioli biondi. All’inizio era timido, dolce. Poi è cambiato. Più aggressivo, possessivo. Mi guarda come se volesse mangiarmi viva. E io? Io adoro questo pericolo.
Stasera esco dal turno di notte, le gambe pesanti, l’uniforme che sa di disinfettante. Marco mi ha mandato un messaggio: ‘A presto amore, cena pronta’. Il cuore mi batte forte mentre salgo le scale del mio palazzo. Passo davanti alla sua porta. Esito. ‘Non dovrei…’, penso, toccandomi l’anello nuziale. Ma busso piano. Lui apre, occhi famelici. ‘Elena… finalmente’. Mi tira dentro, la porta si chiude con un clic. ‘Marco ti aspetta?’, sussurra, la mano già sotto la gonna. Annuisco, colpevole. ‘Sì, ma… ho bisogno di te. Solo cinque minuti’. Lui ride basso. ‘Cinque? Ti farò urlare in tre’.
Il Segreto che mi Divora
La tensione sale come una febbre. Lo spingo contro il muro dell’ingresso, le sue mani ruvide mi strappano le mutande. Sento l’anello freddo contro la sua pelle calda mentre gli slaccio i pantaloni. Il suo cazzo è già duro, grosso, venoso. ‘Cazzo, Elena, sei bagnata fradicia’, ringhia, infilandomi due dita dentro. Gemo, mordendomi il labbro. ‘Shh, i vicini…’. Ma non mi ferma. Mi gira, mi piega sul tavolo della cucina. ‘Guardami l’anello mentre ti scopo’, dice, e spinge dentro con un colpo secco. Ah! Mi riempie tutta, il bruciore dolce del suo cazzo che mi spacca. Pompa forte, veloce, le palle che sbattono contro il mio culo. ‘Sei mia, troia sposata’, ansima. Io? Io vengo già, le pareti della figa che lo stringono, il cuore in gola. ‘Più forte, Francesco, scopami come una puttana!’. Lui accelera, una mano sul collo, l’altra che mi strizza il seno. Sento odore di sudore, sesso, il suo fiato caldo sull’orecchio. ‘Ti riempio, cazzo’. E schizza dentro, caldo, profondo, mentre io tremo in un altro orgasmo, le gambe molli.
Due minuti. Guardo l’orologio. ‘Devo andare’. Mi sistemo la gonna, il suo sperma che cola giù le cosce. Lui mi bacia duro. ‘Torna presto, o vengo a prenderti da tuo marito’. Rido nervosa, esco. Nel corridoio, incrocio la vicina. ‘Buonasera, Elena’. Sorrido, ‘Buonasera’. Cuore a mille, l’anello luccicante, il segreto che mi scalda tra le gambe. Entro a casa, Marco mi abbraccia. ‘Com’è andata al lavoro?’. ‘Stancante, amore’. Ma dentro esulto. Sono sua moglie, sì. Ma anche la sua puttana segreta. Questo brivido… non lo mollo per niente. Domani? Chissà. L’attesa mi fa già bagnare di nuovo.