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La Mia Fessata Proibita: Doppio Vita di Moglie e Amica del Peccato

Mi chiamo Giovanna, ho 38 anni, avvocatessa a Roma, sposata con Paolo da dieci anni, due figli piccoli. Di giorno, sono la moglie perfetta, la professionista impeccabile. Ma dentro… ehm… c’è questo fuoco. Incontro Marco online, da mesi. Chat sporche, foto di me nuda, lui che mi descrive come mi sculaccerebbe fino a farmi implorare. Il mio cuore batte forte solo a pensarlo. Paolo è dolce, ma noioso a letto. Io? Io vivo per l’adrenalina del proibito.

Ieri, lui in trasferta per lavoro a Firenze. Perfetto. ‘Tesoro, ho una riunione serale con un cliente, torno tardi’, gli dico al telefono, la voce calma, ma la fica già bagnata. Paolo: ‘Ok amore, fai attenzione’. L’anello al dito luccica mentre guido verso l’hotel di lusso in centro. Cuore in gola, mani sudate sul volante. E se mi beccano? E se il telefono squilla proprio ora? Ma dio, che eccitazione.

Il Segreto che Mi Bruciava Dentro

Arrivo, stanza 337. Marco mi apre, alto, forte, sorriso da predatore. ‘Finalmente, puttanella mia’. Mi bacia rude, la sua mano già sul mio culo sotto la gonna. ‘Spogliati, presto, hai poco tempo’. Io annuisco, tremante. Via tailleur, reggiseno, mutandine. Resto in tacchi e autoreggenti. Mi guarda: ‘Allungati sul letto, chiappe in alto’. Il cuore mi esplode nel petto. L’anello nuziale contro il lenzuolo bianco, contrasto che mi fa impazzire.

Si siede sul bordo, mi tira sulle sue ginocchia. ‘Pronta per la tua punizione, troia sposata?’. ‘Sì… sculacciami forte’. La prima pacca: CLAC! Brucia, le natiche tremano. ‘Conta!’. ‘Uno…’. Altra, più forte, la pelle si arrossa. Due, tre… fino a dieci. Ogni colpo un lampo di dolore e piacere, la fica che cola, il clitoride gonfio. ‘Brava, ora apri le cosce’. La sua mano scivola tra le gambe, dita dentro di me. ‘Quanto sei fradicia, Giovanna. Il tuo marito sa che sei una puttana?’. ‘No… ahh… solo tu’. Mi infila tre dita, pompa veloce, mentre con l’altra mi sculaccia ancora. Grido, mordo il cuscino.

L’Esplosione di Piacere e Rischio

Non resiste più. ‘In ginocchio, succhia il mio cazzo’. Lo prendo in bocca, duro come ferro, vene pulsanti. Lo lecco, lo ingoio fino in gola, bava che cola. ‘Brava troia’. Mi gira, mi sputa sulla fica. ‘Ti sfondo il culo stasera’. No, penso, ma il corpo dice sì. Lubrificante, la cappella preme sul buco stretto. ‘Rilassati, o urlo’. Entra piano, poi spinge: ‘Cazzo, che stretto!’. Dolore lancinante, ma eccitante. Mi scopa il culo con colpi secchi, una mano sui capelli, l’altra che mi schiaffeggia le chiappe rosse. ‘Dimmi che sei la mia puttana’. ‘Sì… sono la tua puttana… più forte!’. Sento l’orgasmo montare, la fica contratta senza tocco. Lui accelera: ‘Prendo la sborra nel tuo culo da moglie!’. Esplode dentro, caldo, viscoso. Io vengo urlando, le gambe che cedono.

Sudati, ansimanti. ‘Vattene ora, prima che tuo marito chiami’. Mi rivesto di fretta, mutandine appiccicose di sborra che cola. Bacio veloce, ‘Torna presto, amore mio proibito’. Scendo, gambe molli, trucco sfatto ma sorridente. In auto, l’anello brilla, il culo brucia sotto i jeans. Paolo mi scrive: ‘Com’è andata?’. ‘Bene, stanca morta’. A casa, abbraccio i figli, bacio Paolo. Segreto intatto. Ma dentro, eccitata da morire. Domani al lavoro, siederò piano, sentendo il suo marchio. Questa doppia vita… non la cambierei per niente. Il brivido mi fa viva.

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