Ero a Niort per lavoro, una riunione noiosa nelle Deux-Sèvres. Sposata da dieci anni, avvocatessa a Milano, vita perfetta: marito gentile, casa ordinata, figli a scuola. Ma dentro, quel vuoto. Marco. L’ex amante di un anno fa. Viveva qui ora, dopo aver mollato tutto per una tipa che l’ha scaricato. Gli scrivo: ‘Passo da te?’. Risponde subito: ‘Vieni, ho bisogno di parlarti’. Cuore in gola. Guardo l’anello al dito, luccicante. ‘Sofia, sei pazza’, mi dico. Ma accelero.
Arrivo sudata, nervosa. Apre la porta, capelli scompigliati, muscoli tesi da ex coach sportivo. Abbraccio forte, odore di uomo, sudore fresco. ‘Entra’, dice basso. Cucina, caffè. Parla di lei, la ex, di come l’ha distrutto. Occhi umidi. ‘Ho bisogno di te, Sofia. Solo una volta’. Tremo. Mani sue sulla mia, calde. ‘Marco, sono sposata…’. Ma lo guardo, figa già bagnata. ‘Dimmi di sì’, sussurra. Annuisco. ‘A modo mio’. Cuore batte forte, penso al marito che mi aspetta a casa stasera.
Il Richiamo del Passato e la Tensione del Segreto
Mi porta in camera. ‘Fidati’. Mi bendano gli occhi con una sciarpa nera. Nuda sul letto, pelle d’oca. Sento i suoi passi lenti. Grincio del pavimento. Trattengo fiato. Si siede vicino, calore del corpo. Soffio sul collo, rabbrividisco. ‘Marco…’. Labbra sfiorano guancia, nuca. Geme piano. Mani ferme, non mi tocca ancora. Discesa lenta: spalle, tette piccole ma sode, capezzoli duri. Lecca, succhia. ‘Ah sì…’. Mi inarco. Ventre, fianchi. Fiato caldo sulla fica, gonfia di voglia. Bacio fugace sul clito, urlo strozzato.
L’Esplosione di Desiderio e il Ritorno alla NormalitÃ
Non resiste più. ‘Ti scopo ora’. Mi gira, a pecorina. Cazzo duro preme contro culo. Entro bagnatissima. ‘Cazzo, quanto sei stretta!’. Spinge forte, rapido. Colpi secchi, palle che sbattono. ‘Più forte, fammi male!’. Mano sulla bocca, urlo. Anello tocca lenzuolo, ricordo flash del matrimonio. ‘Vengo dentro?’, ansima. ‘Sì, riempimi!’. Sborra caldo, profondo. Io esplodo, figa contrae, squirt sul letto. Ansimi, sudore misto.
Finito. Mi stacco, benda via. Occhi suoi, grati. ‘Grazie’. Mi vesto fretta, mutande zuppe. Bacio ultimo, salivo. ‘Non dire niente’. Esco, auto, autostrada. Arrivo casa, cena pronta. Marito: ‘Com’è andata?’. Sorriso: ‘Bene, stanca’. Sotto tavolo, figa pulsa ancora, sborra cola piano. Lavaggio veloce, letto. Lui dorme, io tocco clito, rivivo. Colpevole? Un po’. Ma eccitata da morire. Domani ufficio, rispettabile. Dentro, troia segreta. Questo brivido… non smette mai.