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La Mia Confessione: Doppio Vita con l’Amante nel Soffitto Durante il Lockdown

Mi chiamo Olivia, ho 52 anni, sono un’avvocatessa rispettata a Milano, sposata con un uomo d’affari sempre in viaggio, madre di una figlia ormai grande. Di fuori, vita perfetta: tailleur eleganti, cene con clienti, messe la domenica. Ma dentro… dio, quel fuoco che brucia. Durante il lockdown di marzo 2020, tutto è esploso. Vivevo in un palazzo antico in centro, con soffitte mansardate affittate a studenti poveri. Uno di loro, Antonio, un ragazzo di 24 anni, alto, muscoloso dalla nuotazione, occhi verdi. L’ho incrociato giù alle cassette della posta. Mascherina, ma quei occhi… stanchi, persi. ‘Buongiorno signora’, ha detto educato, saltando i gradini. Io, con il cuore che già accelerava, ‘Sei solo lassù? Vieni per un tè, al terzo piano’. Non so perché. Mio marito a Dubai, palazzo vuoto, noia mortale.

L’ho invitato ogni pomeriggio. Parlavamo di storia, del suo tesi su economia. Gli ho prestato il mio studio, pieno di libri. Poi l’ho fatto trasferire nella stanza ospiti: ‘Non puoi stare in quel buco’. Lavava i suoi panni da solo, arrossiva. Io, con la fede al dito che luccicava, lo guardavo cucinare. Colazione: io in camicia da notte leggera, tette che puntavano, culo grosso che ondeggiava. Lui fissava, si nascondeva la patta dura. Tensione insopportabile. ‘Grazie, signora’, diceva, ma i suoi occhi su di me… Io mi toccavo la sera pensando a lui nudo, colpevole ma bagnata fradicia. ‘Non posso, ho marito’, mi dicevo, ma il brivido del proibito mi faceva impazzire. Rischio di essere beccata, adrenalina pura.

Il Segreto che Inizia nel Palazzo Antico

Un mattino, in cucina, sole che entrava. Lui prepara caffè, io mi appoggio dietro, seni contro la sua schiena. ‘Grazie di essere qui’, sussurro. Mani sulle sue spalle. Sento la sua cazzo indurirsi. ‘Signora…’, balbetta. Non resisto. ‘Vieni sotto la doccia con me’. Entro nuda, acqua calda. Lui entra, corpo atletico, peli neri sul pube, cazzo enorme dritto. Mi giro, timida, mano sulla figa rasata. ‘Girati’, ordina rauco. Mi insapona spalle, schiena, bacia vertebre. Mani sul mio culo ‘grasso’, lo stringe. ‘Sei perfetta’. Urlo desiderio, mi struscio. Una mano mi afferra tetta, pizzica capezzolo duro come noce. L’altra tra cosce, dita in figa zuppa, frota clitoride. ‘Cazzo, sei fradicia’. Vengo violenta, gambe tremanti, piango di piacere. Lo giro, gli insapono petto, pancia, poi cazzo con due mani. ‘Hai un cazzo grosso’, pompo veloce, massaggio palle. Lui ansima, sborra jet potenti sul mio viso, acqua lava tutto.

L’Esplosione del Desiderio Proibito

‘Ora scopami’, dico. Lo trascino sul letto, apro cosce. Mi penetra piano, poi forte. ‘La tua figa è stretta per la mia cazzo’. Cambio posizioni: a pecora, mi sbatte culo, fese rosse. ‘Salope, con la fede al dito’. ‘Scopami più forte, bastardo!’. Gemo, vengo ancora, lui mi riempie di sborra calda. Sudati, ansanti. Ma urgente: mio marito poteva tornare.

Dopo, torno alla mia vita. Lavaggio lenzuola, sorrisi finti al telefono con lui. Antonio torna in soffitta, ma ci vediamo di nascosto: rapidi pompini in scala, scopate contro muro prima che io rientri. Cuore batte forte ogni volta, fede contro la sua pelle, rischio di rumori. Colpevole? Sì, un po’. Ma eccitata da morire. Questa doppia vita mi fa viva. Segreto custodito, brivido eterno. Chissà quanto durerà…

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