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Confessione: Il Mio Coach Segreto e la Doppia Vita che mi Fa Tremare

Mi chiamo Anna, ho 40 anni, sposata con Marco da 15, due figli, lavoro in uno studio legale a Milano. Di fuori, sono la donna rispettabile: tailleur impeccabile, sorriso educato ai pranzi di lavoro, cene in famiglia con l’anello al dito che brilla sotto le luci calde della cucina. Marco è un buon marito, prevedibile, tenero ma… noioso a letto. Niente fuochi d’artificio, solo routine. Poi ho iniziato a giocare a tennis per scaricare lo stress. Ho preso un coach, Luca. Alto, muscoloso, occhi verdi che ti bucano. All’inizio era solo sport. ‘Brava Anna, ruota il polso così’, diceva, e le sue mani sul mio braccio mi facevano fremere. Il cuore accelerava, sudavo non solo per la palla. A casa, mentre stiravo le camicie di Marco, pensavo a lui. ‘Non posso, sono sposata’, mi dicevo, girando l’anello. Ma il telefono vibrava: ‘Lezione extra domani?’. Sì, per migliorare il rovescio. Bugia.

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Le settimane passavano, i tocchi ‘per correggere la posizione’ duravano di più. Una mano sulla coscia, ‘Rilassati’. Sentivo la fica bagnarsi sotto i pantaloncini. Una sera, dopo l’allenamento al circolo, semi-deserto. ‘Anna, vieni in spogliatoio, ti mostro un esercizio’. Esitazione. ‘Ok, ma veloce, devo rientrare’. Entro, lui chiude la porta. Il cuore mi martella nel petto. ‘Luca, io… sono sposata’. Lui sorride, mi appoggia al muro. ‘Lo so, è questo che mi eccita’. Le sue labbra sulle mie, ruvide, urgenti. La lingua che invade, sa di sudore e desiderio. Le mani sotto la maglietta,捏 i capezzoli duri. ‘Cazzo, Anna, sei fradicia’. Slaccia i pantaloni, il suo cazzo salta fuori, grosso, venoso, pulsante. Lo afferro, lo pompo forte. ‘Succhia’, ordina. Mi inginocchio, l’anello luccica mentre ingoio la cappella, lecco le palle, lo prendo in gola fino a sbavare. Geme. ‘Brava troia sposata’.

La Routine da Moglie Perfetta e il Desiderio che Cresce

Mi alza, mi gira, pantaloncini giù. Fica esposta, clitoride gonfio. ‘Prendimi, veloce, prima che arrivino’. Entra di colpo, un colpo secco che mi strappa un urlo. ‘Shh’, ride, e pompa. Forte, profondo. Il muro graffia la schiena, le sue mani stringono i fianchi, l’anello sfrega contro il suo polso peloso. Sento la figa contrarsi, succhiare il suo cazzo. ‘Ti scopo come tuo marito non fa’. Acceleriamo, sudore che cola, puzza di sesso crudo. ‘Vengo’, ansima. ‘Dentro, riempimi’. Spara, caldo, viscoso, mi inonda. Io esplodo dopo, gambe che tremano, orgasmo che mi squassa. Sperma che cola giù le cosce mentre mi rivesto di fretta. ‘Domani stessa ora?’, sussurra. Annuisco, colpevole ma viva.

Esco, aria fresca sulla pelle bollente. Guido verso casa, figa ancora pulsante, mutande appiccicose. Marco mi aspetta con la cena. ‘Com’è andata la lezione?’. ‘Bene, stanca morta’. Bacio sulla guancia, sorrido. Dentro, l’eccitazione ribolle. L’anello al dito, il suo sperma dentro di me. Ogni morso, penso al cazzo di Luca. Il segreto mi eccita da morire, il rischio di essere scoperta… Dio, se mi prende di nuovo. La doppia vita è il mio veleno dolce. Non smetterò.

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