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Confessione: la mia doppia vita nel sauna proibito di Parigi

Dio, non ce la faccio più a tenere questo segreto. Mi chiamo Maria, 42 anni, avvocatessa in uno studio di consulenza a Milano. Sposata da vent’anni con Marco, un uomo perbene, padre amorevole, vita impeccabile. Di giorno sono la donna rispettabile: tailleur eleganti, riunioni, sorrisi professionali. L’anello al dito brilla, simbolo di tutto ciò che ho costruito. Ma dentro… dentro brucio. Ho una doppia vita. E l’ultimo weekend a Parigi è stato il culmine.

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L’azienda ci ha portati lì per un team building, al Mercure, lusso pagato dal capo. Marco era felice, ‘Finalmente un po’ di aria!’, diceva. Treno in prima, taxi, camera stupenda. Sotto la doccia, l’ho fatto venire. Le sue mani sui miei fianchi, il mio clitoride rasato fresco di rasoio, la sua lingua che mi lecca piano. ‘Sei perfetta’, mi sussurra. Io gemo, ma penso già ad altro. Orgasmata forte, poi lo prendo dentro, baci appassionati. Veniamo insieme, gambe molli. ‘Dobbiamo prepararci’, dico ridendo, ma il cuore mi batte già per stasera.

La vita perfetta e il fuoco del segreto

La serata è deliziosa: cena, chiacchiere con colleghi e mariti. C’è Giovanni-Pietro, 60 anni, il nostro senior più in forma. Vedovo da tre anni, ex militare, muscoli d’acciaio dal footing quotidiano. Lo guardo di nascosto. Lui è il mio amante segreto, da quelle missioni all’estero dove ci siamo persi la testa. Nessuno lo sa, né Marco né gli altri. ‘Andiamo in piscina?’, propone lui dopo, quando la compagnia si disperde. Marco sbadiglia: ‘Io crollo, amore. Tu vai, rilassati’. Lo bacio: ‘Ok, torno presto’. Ma dentro, l’adrenalina mi esplode. Cuore che martella, alleanza che sfrega contro la coscia mentre scendo.

Piscina deserta, luci basse. Ci spogliamo rapidi. Io in boxer bianco e reggiseno, lui in lycra. Nuotiamo, corpi che sfiorano. ‘Sei bellissima’, mormora. Entriamo nel sauna, soli. Accende, vapore caldo ci avvolge. Mi siedo a gambe incrociate, boxer bagnato che diventa trasparente. La mia fica rasata si vede tutta, labbra gonfie. I capezzoli duri spingono contro la stoffa. Lui fissa, discreto ma affamato. ‘Maria… non resisto’. Io arrossisco, colpevole ma fradicia. ‘E se ci beccano? Marco è su…’. Ma le cosce si aprono da sole.

L’esplosione nel calore e il brivido del ritorno

Si avvicina, mano sul mio seno. ‘Toglilo’, dice. Sgancio il reggiseno, tette ferme esposte. Le bacia, succhia i capezzoli. Io gemo piano, mano sul suo cazzo gonfio sotto il lycra. ‘È enorme’, sussurro, come il nostro giocattolo a casa che ho battezzato con il suo nome nei fantasmi con Marco. ‘Meglio del silicone’, ride lui. Mi alzo, gli calo i pantaloni: cazzo vivo, venoso, 20 cm. Lo prendo in bocca, linguale intorno alla cappella, succhio profondo. Lui geme: ‘Cazzo, Maria…’. Mi sdraio sul banco, gambe aperte. ‘Leccami’. Lingua esperta sul clito, dita dentro la fica bagnata. ‘Sei una troia sposata’, dice, e io vengo tremando, mordendomi il labbro.

Urgenza totale. ‘Scopami ora’. Mi gira, mani sul muro caldo. Cazzo che entra di colpo, riempie tutto. ‘Piano… ahh, sì!’. Pompa forte, palle che sbattono sul mio culo sodo. Sento l’anello sfregare la pelle sudata, ricordo Marco di sopra. ‘Ti riempio?’, ansima. ‘No, in bocca’. Mi metto in ginocchio, succhio vorace. Sborra calda mi inonda la gola, ingoio tutto. Baci, sudore, odore di sesso.

Rientro in camera di soppiatto, Marco dorme. Mi infilo sotto le lenzuola, fica pulsante, bocca che sa di lui. Lo bacio piano, lui sorride nel sonno. Domani sarò di nuovo la moglie perfetta, in riunione col capo. Ma questo segreto… mi fa venire solo a ripensarci. Il brivido di rischiare tutto, di essere la puttana nascosta sotto la signora perbene. Non smetterò mai. Dio, sono eccitata solo a scriverlo.

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