Sono Sofia, 38 anni, avvocata in uno studio importante a Milano. Sposata con Marco da dodici anni, due figli, casa perfetta in zona Brera. Di fuori, la donna ideale: tailleur elegante, riunioni, cene con colleghi. Ma dentro… dio, dentro brucio. Ho un amante, Luca, un banchiere svizzero che lavora qui. Ci conosciamo da mesi, scopiamo in fretta nei parcheggi, nelle scale. L’adrenalina del rischio mi fa venire all’istante. L’anello al dito luccica mentre la sua mano mi stringe la fica.
Ieri pomeriggio, messaggio: ‘Giovedì 18, da me. Mini gonna nera, calze rete, tacchi, camicetta bianca. Niente mutande. Tablier da cameriera. Sarai la mia soubrette’. Cuore in gola. ‘E i tuoi amici?’. ‘Discreti come tombe. Finance svizzera, sai com’è’. Tremavo. Paura ed eccitazione. Marco rientra tardi, dico ‘riunione serale’. Bacio i bimbi, esco. In ascensore, le cosce si sfregano. Arrivo con venti minuti di ritardo, abitudine mia. Luca apre, occhi neri. ‘Punizione dopo’. Mi toglie l’impermeabile. Perfetta, nuda sotto. ‘Piegati’. Controlla. Fica esposta, già umida. Dieci schiaffi sulle chiappe, bruciano. ‘Ora siediti, gambe aperte’. Due sfere geisha con vibro nella fica. Mi lecca prima, lingua dentro, sapore mio. Mi vibra il bottone remoto. ‘Cammina’. Un passo, clic. Gemo. ‘Non resisto stasera…’. Ride.
Il Segreto che Mi Fa Tremare
Ore 19, campanello. Vado ad aprire, gonna che sale. Paolo, Renato, Bernardo. Sorpresi, ma fissano il mio culo mentre li porto in salotto. ‘Véronique, servi l’aperitivo’, dice Luca. Champagne, mi piego, tette quasi fuori. Rosse in viso, sfere che pulsano. Verso un po’ fuori, clic sul vibro. Urlo piano. ‘In ginocchio, lecca. Sbottona la camicia’. Esito, poi obbedisco. Petto nudo, capezzoli duri. Loro eccitati. Metto musica, Bob Marley. ‘Balla’. Ondeggio, vibro acceso. Mani sui seni, gemo. Luca tocca: ‘Bagnata fradicia’. Passo agli altri, dita nella fica. Tutti e quattro. Fica gonfia, linfa che cola.
‘Tavola’. Strip su Hendrix. Tablier via, camicia lenta, seni a pera, capezzoli turgidi. Gonna giù, fica rasata lucida. Vibro on, dita dentro me stessa, orgasmo vicino. Nuda sulla tavola. Luca prepara: fegato grasso sul pube, salmone sul ventre, crema sui capezzoli, salse. Asparagi tra le cosce, hollandaise nella fica. ‘Buon appetito. Mangiate e toccate’. Dita ovunque. Paolo lecca salmone dai seni, Bernardo asparago sul clito, dentro e fuori. Gemo, ‘Vi prego…’. Luca: ‘Non muoverti’. Mani su tette, cosce, clito. Quattro cazzi duri. Mangiano, leccano. Io vengo, tre volte, sfere che vibrano. ‘Fica mia’, dice Luca, lingua dentro mentre loro puliscono il resto con champagne.
Il Corpo Offto come Banchetto
Esausta, campanello. ‘Apri nuda’. Testa fuori, corpo nascosto. Tre ragazze entrano: bionda, nera, latina. Petti enormi. Luca: ‘Ora divertitevi, ragazzi’. Mi porta in bagno, doccia. Baci teneri, ci scopiamo piano, cazzo dentro piano. ‘Ti amo così’.
Rientro casa 2 di notte. Marco dorme. Mi infilo a letto, mano tra gambe. Segreto salvo. Domani sorriderò a riunioni, anello al dito. Ma la fica pulsa ancora. Non vedo l’ora della prossima.