Dio, non so se dovrei raccontartelo. L’anno scorso a Saragosse. Io, Maria, la moglie perfetta di Paolo. Avvocato lui, manager io in una multinazionale. Vita impeccabile: casa a Milano, figli grandi, cene eleganti. Tutti mi guardano con rispetto. Ma dentro… dentro brucio. L’anello al dito luccica, ma la mia fica pulsa per lei. Consuela. La mia amante segreta. Spagnola, selvaggia, lesbica sfacciata. Ci siamo conosciute per caso, in un bar durante un viaggio di lavoro. Da allora, messaggi criptati, hotel anonimi. Il cuore mi batte forte solo a pensarci. Ieri, ho mentito a Paolo: ‘Riunione serale, torno tardi’. Mi sono profumata con il suo essenza, mascolina, proibita. Sotto il tailleur, reggiseno e mutandine di satin nero. Pelle olivastra, tette sode con capezzoli duri. Ho abbassato il riscaldamento in camera, voglio che la mia pelle d’oca implori il suo tocco. Guardo l’orologio. È in ritardo. Sudore tra le cosce si mescola al mio umore. La fica è fradicia, gonfia. Orgogliosa di questa doppia vita. Scandalosa, sì, ma viva.
Rumore di motore. Sfrecciante! Macchina si ferma. Sportello sbatte. Sbircio dalla finestra. È lei! Consuela, radiosa, senza reggiseno sotto un vestitino floreale leggero. In mano, due meloni. Ride già. ‘Per la mia italiana golosa!’, dice entrando. Il suo profumo di donna in calore mi investe. Ridiamo. Mi porge i meloni, annusa l’aria. ‘Hai messo il mio profumo? Brava ragazza’. Scherza, dice di essere Cappuccetto Rosso con frutta per la nonna. Io fingo sdegno. ‘I miei meloni sono più belli’, ribatto palpandomi le tette. ‘Ma questi si mangiano!’, replica lei, maliziosa. Cuore in gola. Paolo mi aspetta a casa, ma non resisto. ‘Aspetta qui, non muoverti’. Corro in cucina. Taglio i meloni a cubetti. Ne spargo sul mio corpo nudo, sdraiata sul tavolo. Non reggono, scivolano. Prendo marmellata d’arance, me la spalmo su tette, pancia, fica. Ora aderiscono. ‘Vieni, mangiami!’, urlo ridendo.
La Tensione tra Vita Normale e Desiderio Proibito
Lei irrompe, scoppia a ridere. ‘Nuda così? Sei una troia perfetta!’. Si strappa il vestito, tacchi, mutandine. Nuda, bellissima. Pelle chiara, tette bianche con capezzoli rosa turgidi. Fica pelosa, folta, odore di femmina eccitata che mi fa impazzire. ‘Prima assaggia me’, dice spingendomi la fica in faccia. Inalo il suo aroma muschiato. Lingua fuori, lecco i peli umidi, poi il clitoride gonfio. ‘Sì, cazzo, lecca lì!’, geme lei piegandosi. È flessuosa, mi raggiunge. Bocca sulla mia pelle, lappa marmellata e melone dalle tette. Succhia capezzoli, morde piano. Mani in mezzo alle mie cosce, dita nella fica. ‘Sei inzuppata, Maria. La tua alliance brilla mentre ti scopo’. Io gemo, lingua nel suo buco, assaporo il suo succo salato. Lei mi divora la fica, lingua dentro, succhia il clitoride. ‘Vieni per me, puttana sposata!’. Orgasmo la travolge, trema, mi bagna la faccia. Io seguo, esplodo urlando, pareti della fica si stringono sulle sue dita. Baci umidi, saporiti di frutta e fica.
‘Ti amo, Consuela’, sussurro con lacrime. Lei sorride. ‘Torna presto dal tuo uomo, col mio sapore in bocca’. Mi vesto di fretta, mutandine bagnate, trucco sfatto. Guido verso l’hotel dove Paolo pensa io sia. Cena con lui, sorrisi falsi. L’anello tocca il suo, ma sento ancora la lingua di lei. Fica sensibile, capezzoli duri sotto la camicia. Il segreto mi eccita da morire. Rischio tutto, ma vivo. Domani, vita normale. Ma stasera, rivivo ogni leccata. La doppia vita… è il mio brivido.