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La Mia Doppia Vita: La Passione Proibita con l’Indagatore nel Parco

Dio, non ce la faccio più a tenere tutto dentro. Sono Anka, 38 anni, sposata da dieci con un uomo perbene, avvocato, casa in centro a Roma, lavoro come direttrice in un grande parco divertimenti. Tutti mi vedono come la donna in carriera, elegante, con l’anello al dito che brilla sotto le luci dei riflettori. Ma c’è l’altra me, quella che trema solo al pensiero di lui.

Si chiama Marco Dell’Oro. L’ho assunto per indagare su furti e sparizioni strane nel parco. Sapevo chi era: famiglia rivale della mia da generazioni, vecchie faide che nessuno ricorda più. Lui, alto, occhi penetranti, quel sorriso da predatore. Io dovevo controllarlo, ma dal primo incontro… il cuore mi batteva forte. ‘Signora Anka, dobbiamo parlare’, mi ha detto nel mio ufficio, porte chiuse. Io con la fede che mi stringe il dito, lui che si avvicina troppo. ‘Non so nulla’, ho mentito, ma la voce mi tremava. Pensavo a mio marito che mi aspettava a cena, ai figli che studiavano. Eppure, lo volevo. L’adrenalina del proibito mi bagnava già.

Il Contrasto tra la Mia Vita Perfetta e il Desiderio Nascosto

Ieri, dopo la chiusura, mi ha bloccata in una stanza abbandonata dietro le montagne russe. ‘Dimmi la verità, Anka’. Le sue mani sui miei polsi, legate con una sciarpa che aveva preso da chissà dove. Ho riso nervosa. ‘Fammi quello che vuoi, non parlo’. Lui ha sorriso, malizioso. Ha iniziato con le dita sui miei piedi nudi – odio e amo quel solletico – ma io resistevo, mordendomi le labbra. Poi una piuma, leggera sul collo, sulle cosce. Il mio corpo fremeva, sudavo. ‘Ti piace, eh?’, sussurrava. Ho gemuto quando ha sfiorato l’orecchio destro. Non ce la facevo più.

Ha fatto apparire un cubetto di ghiaccio – dal freezer del bar lì vicino. Lo ha passato dietro l’orecchio, poi sul ventre, intorno ai capezzoli. Erano duri come sassi, freddi e bollenti insieme. ‘Apri la bocca’, ha ordinato, sfiorandomi le labbra. La mia lingua lo ha leccato, come se fosse la sua cappella. ‘Brava’. Le sue dita hanno preso il posto, pizzicandomi i capezzoli, scendendo alla figa. Ero fradicia, love juices che colavano sulle cosce. ‘Dimmi chi è dietro i furti’. Io: ‘Niente… oh cazzo, sì, lì, il clitoride’. Mi ha leccata, lingua dentro, succhiando il mio bocciolo gonfio. Ho spinto i fianchi, ‘Marco, scopami, ti prego’.

L’Incontro Esplosivo e il Rischio di Essere Scoperti

Ha slacciato i pantaloni, il suo cazzo duro come ferro contro la mia coscia. L’anello al mio dito sfiorava la sua pelle mentre lo afferravo. ‘Guardalo, tuo marito non ce l’ha così’. Sono montata su di lui, bagnata e pronta. È entrato tutto, profondo, riempiendomi. ‘Cazzo, Anka, sei una troia’. Io: ‘Sì, la tua troia segreta’. L’ho cavalcato forte, tette che sbattevano sul suo petto, unghie nella schiena. Il rumore delle rotaie fuori, gente che rideva vicina – rischio di sentici. Abbiamo accelerato, io che stringevo la fica intorno al suo uccello, lui che mi sbatteva i glutei. ‘Vengo, puttana’. Io prima: orgasmo che mi ha fatto vedere stelle, urla soffocate. Lui dentro, sborra calda che mi riempie. Siamo collassati, sudati, uniti.

Ora sono a casa, cena con la famiglia, sorriso finto. Sento ancora il suo sperma scivolarmi fuori dalle mutande. Il segreto ci lega: lui indaga, io copro le mie cugine implicate nei furti – roba di famiglia. Domani lo rivedrò, fingendo niente. Il brivido mi fa eccitare di nuovo. Chi sono davvero? La moglie perfetta o la bagascia che rischia tutto per un cazzo proibito? E non vedo l’ora del prossimo round.

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