Mi chiamo Anna, ho 38 anni, avvocato in uno studio milanese. Di fuori, la moglie perfetta: marito, casa, figli. Ma ogni estate, dico a tutti che vado al camping da sola per ‘rilassarmi’. Bugia. È il mio rifugio per il proibito. Cuore che batte forte mentre pianto la tenda, l’anello al dito che brilla sotto il sole. L’odore di pini, cigali che cantano. E lì, due posti più in là, lui. Paolo. Alto, calmo, occhi che ti trapassano. Esco dalla macchina, sola anche lui.
“Prima volta qui?” gli chiedo, ridendo nervosa. Mi guarda le gambe, il top sudato. “Sì, si vede?” La sua voce, bassa, mi fa fremere. Offro birra, olive. Parlo poco di me, del matrimonio noioso. Lui di una rottura. Mani forti che aprono la bottiglia. L’anello mi pesa. “Sai, vengo qui da anni, ma mai un vicino così… invitante”, sussurro. Sorride. “Domani pétanque? Mi chiami Maestro Paolo”. Rido, ma dentro bollo. Il rischio: telefono del marito che potrebbe squillare.
Il Primo Incontro e la Tensione Proibita
La pétanque. Squadra: Gli Irresistibili. Mi piego, bikini stretto tra le chiappe, schiena inarcata. Sguardi degli altri uomini, lui che mi corregge: “Più curva, fianchi larghi”. Sento la fica bagnarsi. Vincono gli altri round, ma io domino con il corpo. “Maestro Paolo, mi fai impazzire”, gli dico all’orecchio. Tensione sale, notte cala. Camminiamo al buio, mano sua sfiora la mia, anello freddo contro pelle calda.
L’Esplosione nel Buio della Tenda
Tornati alle tende, non resisto. Entro nella sua, nuda sotto la camicia. “Paolo, scopami ora”. Mi plaque contro il sacco a pelo, mani sui fianchi. “Aspetta, fai bollire”. Ma io: “No, cazzo, ho la fica fradicia da ore”. Mi bacia il collo, denti sui capezzoli duri. Mi gira, le chiappe all’aria. Sento il suo cazzo duro premere. “Ti sfondo”, ringhia. Entra piano, poi forte, colpi secchi. Grido piano, muro della tenda trema. Fuori, passi? Qualcuno ci vede le ombre? Adrenalina mi fa venire subito, spasmi violenti, succhio il suo cazzo gonfio dentro. Mi riempie di sperma caldo, gocciola tra le cosce. Urgente, 10 minuti, prima che rientri.
Finito, esco sudata, tenda chiusa. Telefono squilla: marito. “Tutto ok, amore? Rilassati”. Sorriso colpevole, fica ancora pulsante. “Sì, perfetto”. Rientro a casa domani, lui penserà al barbecue familiare. Io rivivrò ogni spinta, l’anello che luccica mentre mi lavo il suo odore. Questo segreto mi eccita da morire. La doppia vita: rispettabile fuori, troia dentro. Non vedo l’ora del prossimo camping.