Mi chiamo Elena, ho 48 anni, sposata da venticinque con Paolo, un uomo solido, rispettabile. Lavoro in banca, vita perfetta a Genova: casa, figli grandi, apparenze impeccabili. L’anello al dito luccica sempre, simbolo del mio ruolo di moglie fedele. Ma dentro, bramo l’adrenalina del proibito, quel cuore che batte forte quando rischio tutto.
Siamo in vacanza in una villa degli amici vicino a Lerici, Liguria. Vista mare, terrazza con scalini irregolari, piscina ombreggiata da pini marittimi. Paolo parte per una gita in barca con il gruppo, io resto: la mia pelle chiarissima, vitiligine da anni, non regge il sole. ‘Vai pure, amore, io leggo all’ombra’, gli dico sorridendo. Dentro, un brivido: sola per un giorno.
Il Segreto che Inizia a Bruciare
Verso mezzogiorno, rumorio di macchina. Scendo curiosa: è Matteo, amico dei proprietari, sui trentacinque, atletico, occhi scuri. ‘La mia ragazza è partita per lavoro, vengo prima per aiutare col bateau… ehm, la barca’. Ridiamo, gli offro da bere. Pranza con me, chiacchieriamo. Ha umorismo, mi fa ridere come non facevo da tempo. Pomeriggio in piscina: lui nuota, io esito. ‘Vieni, ti tengo’, dice. Entro, panico iniziale, ma le sue mani forti mi rassicurano. Sento il suo corpo vicino, il mio bikini aderente. Cuore accelera.
Sera: cena fuori, balliamo in un bar. Rientriamo ubriachi di risate e vino. Propone bagno di mezzanotte nudo. ‘No, sono timida’, balbetto, ma arrossisco. Vado a letto agitata. Notte fonda: urlo! Qualcosa di freddo nel letto, una vipera! Panico totale, salgo su una sedia tremando. Matteo accorre, bastone in mano, la uccide. Mi abbraccia: ‘Tranquilla, Elena, è finita’. Singhiozzo contro il suo petto, il mio camicia da notte slabbrata sale, seno esposto, cosce nude. Sento la sua eccitazione premere. ‘Non lasciarmi sola…’, sussurro.
L’Esplosione della Passione Proibita
Mi invita nella sua stanza. Mi stendo vicino, mano sul suo braccio. Boxer teso, il suo cazzo duro evidente. ‘Va meglio?’, chiede. Annuisco, mi stringo. La sua mano scivola sul mio fondoschiena nudo, pelle di seta. Frullino, brividi. Mi bacia, lingua invade. Resisto un secondo, poi mi arrendo. Mani ovunque: mi sfila la camicia, lecca capezzoli duri, scende al clitoride. Gemo: ‘Matteo… oh dio…’. Io gli calo i boxer: cazzo enorme, venoso, pulsante. Mai visto uno così grosso. Lo prendo in bocca esitante, poi avida, succhio il glande salato. ‘Cazzo, Elena, sì!’, geme lui, sborra in gola, ingoio tossendo.
Non basta. Mi sdraia, mi lecca la figa fradicia, lingua dentro, dita che sfregano. Urlo di piacere, vengo scossa. ‘Scopami ora’, ansimo. Si piazza tra gambe, il suo cazzo mi apre lenta, piena fino in fondo. ‘Sei strettissima… cazzo!’, grugnisce. Pompa forte, io artiglio lenzuola, anello che graffia la sua schiena. ‘Più forte, fammi tua!’, lo incito. Viene dentro, caldo sperma mi riempie, io esplodo di nuovo. Ripetiamo: in cucina all’alba, contro muro, piscia al mattino, acqua che lava sudore e peccato.
Tornano tutti sera. Saltiamo in piscina nudi, corpi bollenti si raffreddano. Paolo mi bacia ignaro: ‘Ti sono mancato?’. Sorriso colpevole: ‘Tanto’. Matteo parte per crociera, sguardi complici. Ora, a casa, guardo l’anello e sorrido. Paolo mi scopa routinario, ma io rivivo quel cazzo enorme, il rischio. Il segreto mi eccita: moglie perfetta di giorno, puttana assetata di notte. Chissà se ricapita… il brivido mi bagna già .