Dio, non so da dove iniziare. Mi chiamo Laura, ho 38 anni, sposata con Marco da dieci. Lui è un ingegnere serio, casa a Milano, cene con amici, io avvocato in uno studio importante. Tutti mi vedono come la moglie perfetta, elegante, con tailleur che nascondono le mie curve generose. Ma sotto, batte un cuore che impazzisce per il proibito. Marina, la mia migliore amica da sempre, magra come un fuscello, occhi verdi che mi divorano. Lei invidia il mio seno pesante, 110D che mi fanno sentire un po’ goffa, ma lei… lei lo fissa come ipnotizzata.
Uscivamo ogni sabato, aperitivi, disco. ‘Laura, come fai a portare quelle tette senza crollare?’, mi diceva ridendo, ma i suoi occhi tradivano fame. Al campeggio in Sardegna l’anno scorso, sotto la tenda, mentre mi toglievo il bikini, l’ho sorpresa a guardarmi. Cuore in gola, alito caldo. ‘Scusa, è che sono così perfette’, ha balbettato. Io ho riso, ma dentro tremavo. Di giorno, messaggi al marito: ‘Torno tardi, riunione’. Di notte, sogni con le sue mani su di me. L’anello nuziale mi stringe il dito, freddo contro la pelle bollente.
La Tensione tra Vita Normale e Desiderio Nascosto
Poi Aquafan, piscina a Riccione quest’estate. Caldo afoso, io in costume, lei osserva una tipa con tette enormi che gioca a pallavolo. ‘Vorrei averle così’, sospira. La trascino via, ma sento la tensione. Lei mi reluqua, insistente. Il giorno dopo, torniamo. Si mette vicino, chiacchieriamo. Io parlo con la ragazza, simpatica, Marina arrossisce. ‘Ti piace, eh?’, le dico piano. Lei nega, ma quella sera a casa sua dai genitori, cena tesa. Litighiamo in camera. ‘Non sono lesbica!’, urla, ma piange.
La prendo tra le braccia. ‘Va bene così’. Si blottisce, mano sul mio petto. Sento il suo tocco, esitante. ‘I tuoi seni… da quando al campeggio, non penso ad altro’. Il cuore mi martella, l’anello luccica al buio. La sua mano scivola dentro la camicia da notte, palpa la carne morbida. ‘Marina…’. Ma non la fermo. Stringe i capezzoli, duri come sassi. ‘Sono così grossi, caldi’. Geme, lecca il collo. Io ansimo, colpevole, eccitata. ‘Dobbiamo fermarci’. Ma lei insiste, tira giù il tessuto, succhia avida una tetta. La lingua vortica sul capezzolo, denti che mordicchiano. ‘Cazzo, sì’, gemo piano.
L’Esplosione del Piacere e il Brivido del Ritorno
Mi spinge sul letto, mani tremanti slacciano i pantaloni. ‘Voglio tutto’. Le dita frugano la mia fica bagnata, peli umidi. ‘Sei fradicia, Laura’. Entra due dita, pompa veloce. Io inarco la schiena, ‘Più forte, scopami’. Lecco le sue labbra, bacio bagnato. Lei si strappa i vestiti, tette piccole ma sode. Le succhio i capezzoli rosa, lei grida. ‘La tua lingua…’. Scendo, lecca la sua fica rasata, sapore salato, clitoride gonfio. ‘Leccami, troia’. Dita dentro di lei, tre, la faccio venire urlando, corpo che trema. Poi mi cavalca la faccia, fica sul bocca, io la divoro. Viene di nuovo, squirt caldo in gola. Io esplodo con la sua mano nella fica, orgasmo violento, pareti che pulsano.
Sudate, ansimanti. ‘Non dire niente’, sussurro. Lei annuisce, occhi lucidi. Mi vesto di fretta, orologio segna mezzanotte. ‘Devo tornare da Marco’. Bacio veloce, esco. In macchina, mano sul volante, l’altra sulla fica ancora sensibile. Anello che brilla, ricordo della sua bocca sulle tette. Arrivo a casa, lui dorme. Mi infilo nel letto, odore di lei addosso. Sorrido nel buio. Domani avvocato, moglie perfetta. Ma il segreto brucia, adrenalina pura. Non vedo l’ora della prossima volta. Dio, che vita doppia deliziosa.