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La Mia Doppia Vita: Il Segreto con l’Amante al Lavoro

Oggi è stata una giornata come tante, o almeno così sembrava. Mi sono svegliata presto, il solito caos: caffè bollente giù in fretta, bacio a Marco che ancora dormiva, e via verso la metro. Io, Sofia, avvocatessa di 38 anni, madre di due bimbi, moglie perfetta. Tailleur grigio, tacchi alti, l’anello nuziale che brilla al dito. Ma dentro, il cuore già batteva forte. Perché sapevo che oggi l’avrei visto. Luca, il mio collega, il mio amante segreto.

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Nel vagone affollato, il telefono vibra. Un messaggio: “Ti aspetto in archivio alle 14. Non vedo l’ora di sentirti gemere.” Arrossisco, abbasso lo sguardo. La gente intorno puzza di sudore, ma io penso solo al suo cazzo duro. Guardo l’anello, mi sento in colpa. Marco mi ama, i figli mi adorano, il mio studio va a gonfie vele. Eppure… quel brivido. L’adrenalina di rischiare tutto. Rispondo: “Sì, ma veloce. Devo essere a casa per le 17.” Il telefono trema nelle mie mani umide.

La Routine e la Tentazione Nascosta

Al lavoro, fingo normalità. Riunioni, carte, caffè con i colleghi. Ma ogni tanto i nostri sguardi si incrociano. Lui sorride, io distolgo gli occhi, il cuore in gola. “Sofia, tutto ok? Sembri distratta,” mi dice la segretaria. “Sì, solo stanca,” mento. Dentro, sto bruciando. Penso alle sue mani su di me, al contrasto tra la mia vita pulita e questo desiderio sporco. L’anello mi stringe il dito, come un rimprovero. Eppure, non ce la faccio a resistere.

Alle 14 precise, scivolo nell’archivio. È buio, polveroso, in fondo al corridoio. Luca è lì, camicia sbottonata, occhi famelici. “Finalmente,” sussurra, e mi attira a sé. Le sue labbra sulle mie, urgenti. Sento il suo cazzo premere contro la mia pancia attraverso i pantaloni. “Shh, veloce,” dico, ma le mie mani già slacciano la sua cintura.

Mi gira, mi solleva la gonna. “Cazzo, Sofia, sei fradicia,” ringhia, infilando due dita nella mia fica bagnata. Geme piano mentre le muovo dentro e fuori, il pollice sul clitoride gonfio. Io ansimo, mordo il labbro per non urlare. L’anello luccica mentre gli afferro il cazzo, grosso, venoso, già duro come pietra. “Scopami ora,” lo imploro, la voce rotta.

L’Incontro Esplosivo e il Ritorno a Casa

Mi piega sul tavolo, carte che volano. Entra di colpo, tutto dentro, riempiendomi fino in fondo. “Ah! Sì, così!” gemo, spingendo indietro i fianchi. Ogni colpo è un tuono, il suo bacino sbatte contro il mio culo, schiocchi umidi. Sento le palle che mi sbattono sulla fica, il sudore colare tra i seni. “Ti piace, eh? La mogliettina perbene che si fa fottere come una troia,” mi sussurra all’orecchio, tirandomi i capelli. “Sì… più forte, fammi venire!” Il cuore mi esplode nel petto, il rischio che entri qualcuno mi fa impazzire.

Aumenta il ritmo, mi martella senza pietà. Io vengo prima, la fica che si contrae intorno al suo cazzo, un orgasmo che mi fa tremare le gambe. “Cazzo, sto venendo,” grugnisce lui, e sento il calore della sua sborra schizzare dentro di me, una, due, tre getti caldi. Mi riempie, cola fuori lungo le cosce. Resta dentro un attimo, poi si ritira. “Sei incredibile,” dice, baciandomi il collo.

Mi sistemo in fretta: gonna giù, mutandine bagnate di sborra, rossetto sbavato. “Devo andare,” dico, il fiato corto. Un ultimo bacio, e esco. Cammino normale in corridoio, sorrido ai colleghi. “A dopo,” dico a Luca come niente fosse.

Torno a casa, preparo la cena. Marco mi abbraccia: “Com’è andata la giornata?” “Bene, stanca morta.” Sorrido, mentre la fica pulsa ancora, piena del suo seme. I bimbi ridono, la vita perfetta riprende. Ma io… io sono viva. Il segreto mi eccita da morire. Domani? Chissà. L’anello brilla, ma sotto brucia il fuoco. La mia doppia vita. Il mio brivido.

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