Sono un’avvocata rispettabile, sposata da anni, madre di due figli. Di giorno, tailleur impeccabile, udienze in tribunale, cene con il marito. Ma dentro, brucio. Da mesi, la routine mi soffoca. Poi arriva la formazione per i corsi di diritto penale all’università. Sei partecipanti, misti. Io contro Marco, 44 anni, imprenditore con occhi di ghiaccio e aria arrogante. Gioco di ruolo: devo convincerlo di un progetto. Lui resiste, ma io lo inchiodo. ‘Sei tosta’, mi dice al pranzo. ‘Cena domani per continuare?’. Il cuore mi salta. ‘Perché non stasera?’. Lui sorride, malizioso. ‘Ho un affare, ma… potresti aiutare’. Accetto. Esco di casa alle 19:30, trucco curato, abito nero aderente che esalta le mie curve. Bacio i figli, ‘Buona serata mamma’. L’anello nuziale luccica al dito mentre salgo in macchina. Lui galante, apre la portiera. ‘Spero tu sia brava, non ho testa per il contratto’. Rido, nervosa. Gambe che si sfiorano sotto il tavolo al ristorante. Tensione elettrica. Il mio telefono vibra: messaggio del marito, ‘Amore, arrivo tardi stasera’. Paura e eccitazione. Cuore che martella.
Torniamo a casa mia. Il marito è via per lavoro, figli dalla babysitter fino a tardi. ‘Un caffè?’. Entra. Nel salotto, davanti al camino, si volta: ‘Mi fai impazzire. Ti voglio. Meglio che vada’. ‘Ancora ti arrendi? Siamo adulti. Chiedimi se ho voglia di scopare’. Silenzio. ‘Da quanto non fai l’amore?’. ‘Mesi’. Mi prende tra le braccia. Forte, protettivo. Bacio profondo, lingue che duellano. Mi solleva la gonna, sposta le mutande. ‘Cazzo, sei fradicia’. Libera il suo cazzo duro, grosso, venoso. Mi penetra di colpo contro il muro. ‘Ah!’. Spinte potenti, il mio anello preme contro la sua schiena sudata. ‘La tua fica è stretta, calda… ti sfondo’. Gemo, unghie nella carne. Lui ansima, lotta per non venire. Io vengo prima, spasmi violenti, ‘Sì, scopami!’. Lui esplode dentro, sborra calda che cola. ‘Scusa, ero duro da ore’. Rido, maliziosa. ‘Vuoi vedere la camera?’. Saliamo come ladri, nudi. Doccia veloce. Mi lecca i capezzoli, succhia fino a farli duri. Dita nella fica, lingua che scava. ‘Apri le gambe’. Io lo prendo in bocca, lecco il glande, ingoio la cappella. ‘Fermati o vengo’. Mi mette a pecorina, entra piano. ‘Che figa perfetta’. Spinte lente, poi veloci. Mi palpano i seni, mi tira i capelli. ‘Vieni per me, troia segreta’. Urlo l’orgasmo, lui mi riempie di nuovo. Sudati, abbracciati.
Il Segreto che Inizia: Tra Vita Normale e Desiderio Vietato
Alle 6, lo sveglio. ‘Vai, prima che rientri la babysitter’. Bacio d’addio. Mi vesto, preparo colazione. La babysitter arriva: ‘Sembri… radiosa’. Arrossisco. ‘Notte agitata’. Il marito chiama: ‘Tutto ok?’. ‘Sì, amore’. Sorriso falso, ma fica che pulsa al ricordo. Durante il giorno, in tribunale, l’anello al dito mi ricorda il segreto. Sento la sborra secca sulle cosce. Adrenalina pura. Marco mi scrive: ‘La tua fica mi manca già’. Io: ‘Torna presto, rischio tutto’. Colpevole? Un po’. Ma eccitata da morire. Questa doppia vita mi fa viva. Il marito non sa, i figli non sospettano. Io, rispettabile fuori, puttana dentro. E non vedo l’ora della prossima volta.