Sono Maria, 38 anni, avvocatessa a Milano. Sposata con Giovanni da 15 anni, due figli, casa perfetta, reputazione impeccabile. Ma dentro di me brucia un fuoco. L’ho incontrato online, si chiama Luca, un tipo dominante che mi fa tremare solo con un messaggio. ‘Vieni da me’, mi scrive. Io, con l’anello al dito che luccica, mento al marito: ‘Viaggio di lavoro in Normandia per un cliente’. Cuore in gola, parto in estate, agosto caldo, Honfleur che profuma di mare e pittori. Il motel Monet sulle colline, anonimo, perfetto per noi. Arrivo prima, sistemo candele, champagne, vibratori nel cassetto. Mani che tremano. E se mi scoprono? Ma l’eccitazione vince. Lo chiamo: ‘Vieni alle 15, ti guido’. Parcheggio lontano, non voglio testimoni. Lui arriva puntuale. Io ho la mini gonna nera, tacchi, reggicalze, mutandine umide già solo al pensiero.
Sento i passi. Busso tre volte, come pattuito. Apro, lo prendo per mano, bendato. ‘Ciao, amore mio’, sussurro. Voce calma ma dentro urlo. Lo guido al letto. ‘Non incrociare le gambe, braccia lungo i fianchi’. Pop del tappo, champagne alle labbra. ‘Brindiamo al nostro segreto’. Giro intorno a lui, lo tocco piano: caviglie, polpacci, cosce. Sento il suo cazzo indurirsi sotto i pantaloni. Mi alzo, lo faccio bere ancora. Mani sulle mie tette, sotto la gonna. ‘Sei bagnata fradicia’, dice. Sì, lo sono. Mi sfila la gonna, il reggiseno. Resto in bas e reggicalze, bendata no, lui sì. Lo spoglio, lo masturbo piano. ‘In ginocchio’, ordino. Bocca sul suo cazzo duro, lo lecco dal basso, succhio il glande, saliva che cola. Geme. Poi mi sdraio, lega polsi e caviglie con cinghie morbide. Olio di monoi sulla pelle, massaggio lento. Dita sul clitoride, lingua che entra nella fica. ‘Ah… sì…’, gemo. Vibratore dentro, vibra forte, due dita che cercano il punto G. Vengo urlando, corpo che trema.
Il Segreto che Mi Consumava
Mi slaccia le gambe, mi piega. ‘Dimmi che lo vuoi’. ‘Scopami, ti prego’. Entra piano, poi forte. Cazzo grosso che mi riempie, ritmo folle. Sento l’anello sfregare contro la sua schiena sudata. Urgenza: ho due ore prima di rientrare. Pompa duro, io muovo il bacino, vengo di nuovo, fica che stringe. ‘Sborra dentro’, ansimo. Geme, riempie me di caldo. Ci accasciamo, sudati, felici. Ma non finisce. Fuori, al ristorante, no mutande sotto il vestito corto. Mano sul culo mentre camminiamo. Al tavolo, succhio un granchio con occhi maliziosi. ‘Sei una troia perfetta’, ride piano.
Torniamo, bendato di nuovo. A pecorina, mi sculaccia piano, gode nella fica un’altra volta. Foto, posizioni umilianti, ma eccitanti. Notte di bondage soft, chantilly sul corpo, lecca tutto. Al mattino, passeggiata a Honfleur, brezza sotto la gonna nuda. Rientro a casa, bacio Giovanni, cucino. Fisso l’anello, sorrido. Segreto intatto. Ma già penso al prossimo. Il brivido mi consuma, colpevole ma viva. Voglio di più.