Mi chiamo Maria, ho 38 anni, avvocata a Roma. Sposata con Luca, notaio rispettabile, due figli, casa in centro. Fuori, sono la donna perfetta: tailleur impeccabile, sorriso professionale, tutti mi ammirano. Ma dentro… dio, dentro brucio. Da sei mesi ho un amante. Si chiama Paolo, un boscaiolo muscoloso della Toscana, incontrato per caso in un viaggio di lavoro. Alto, tatuato, con un cazzo che mi fa impazzire. Ogni volta che lo vedo, il cuore mi batte forte, l’anello al dito mi pesa come un peccato.
Oggi è stato lo stesso. ‘Tesoro, ho una riunione fino a tardi’, ho detto a Luca baciandolo sulla guancia. Lui sorride, fiducioso. Io guido verso il bosco sul Monte Ida – sì, quel posto antico, isolato, perfetto per noi. Le mani tremano sul volante. E se mi fermano? E se Luca chiama? Ma l’eccitazione vince. Parcheggio la macchina dietro gli alberi, cammino veloce sul sentiero. Paolo mi aspetta nella sua capanna di legno, come un pastore moderno. ‘Sei in ritardo, troia’, mi sussurra all’orecchio, afferrandomi il culo. Io rido nervosa, ‘Scusa amore, la famiglia…’. Ma già sento la fica bagnarsi.
Il Mensonge Quotidiano e la Tentazione
Ci baciamo con urgenza, le lingue che si intrecciano, le sue mani ruvide sotto la gonna. ‘Togliti tutto’, ordina. Io obbedisco, l’anello luccica mentre slaccio la camicetta. Lui mi spinge contro il muro grezzo, mi morde il collo. Il cuore mi esplode nel petto, sudore freddo: devo tornare entro le 22, i figli aspettano la buonanotte. Ma non resisto. ‘Voglio il tuo cazzo’, gemo. Lui ride, si slaccia i jeans. È enorme, venoso, duro come ferro. Lo prendo in mano, lo lecco dalla base alla cappella, assaporando il sapore salato. ‘Brava puttana sposata’, dice spingendomi la testa. Lo succhio avida, gola profonda, bava che cola. Lui geme, ‘Cazzo, Maria, sei meglio di quelle capre che scopo qui’. Rido tra un colpo e l’altro, eccitata dal rischio.
L’Incontro Esplosivo e il Rischio
Non ce la fa più. Mi solleva, gambe aperte contro il tavolo. Entra di colpo, la fica si apre dolorosamente dolce. ‘Ahhh! Paolo!’, urlo. Pompa forte, colpi secchi, il tavolo scricchiola. Sento le palle sbattere sul mio culo, il sudore colare tra i seni. ‘Sei stretta, troia, tuo marito non ti scopa così?’. ‘No… no…’, ansimo, graffiandogli la schiena. Cambio posizione, a pecorina sul pavimento di terra. Mi afferra i fianchi, mi sbatte come una bestia. ‘Guarda l’anello, mentre ti fotto’, ringhia. Lo guardo, brilla sudicio di umori. Vengo violenta, la fica pulsa, squirto sul suo cazzo. Lui accelera, ‘Prenditi la sborra!’. Esplode dentro, fiotti caldi che mi riempiono, cola fuori misto al mio succo. Crollo, tremante, beata.
Ci rivestiamo in fretta. ‘Torna presto, amore’, dice baciandomi. Io annuisco, gambe molli, fica che brucia. Guido indietro, trucco rifatto in macchina. Arrivo a casa, Luca dorme sul divano. ‘Com’è andata?’, borbotta mezzo addormentato. ‘Bene, stanca morta’. Mi infilo a letto, l’anello pulito ora, ma dentro sento ancora il suo sperma. Colpa? Un po’. Ma l’eccitazione del segreto… dio, è meglio del sesso. Domani sarò di nuovo la moglie perfetta. Ma conto i minuti al prossimo bosco.