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La Mia Doppia Vita: La Scopata Segreta sul Mare di Ostia

Dio, non so da dove iniziare. Mi chiamo Francesca, ho 38 anni, avvocatessa a Roma. Sposata da dodici anni con Luca, uomo perbene, due figli, casa in ordine. Tutti mi invidiano: vita perfetta, eh? Ma dentro… cazzo, brucio. Ho una doppia vita. E ieri sera è stato… indimenticabile. Il cuore mi martella solo a ripensarci.

Luca cena presto coi ragazzi. Io? ‘Riunione in studio fino a tardi’, gli dico. Bacio sulla guancia, sorrido. Esco, l’anello nuziale luccica al dito. Guido verso Ostia, quel pub sul lungomare. Lì incontro lui, Marco. Non è la prima volta. Ci siamo conosciuti un mese fa, proprio lì. Biondo, occhi azzurri, corpo da surfista. Parliamo poco, ci capiamo con gli sguardi. Ieri ero nervosa: pioveva, il bar mezzo vuoto. Entro, ordinio un prosecco. Lo vedo al bancone, sorride. ‘Sei in ritardo’, mi sussurra. La sua mano sfiora la mia, sento l’anello freddo contro la sua pelle calda. ‘Luca?’, chiede. ‘Sta a casa’. Il cuore pompa forte, guardo l’uscita, paura che entri qualcuno di conosciuto.

Il Mensonge e la Tensione che Sale

Ci sediamo in un angolo buio. Parliamo di cazzate, ma le sue dita sotto il tavolo salgono sulla coscia. Stringo le gambe, eccitata. ‘Andiamo via?’, dice. Annuisco, colpevole ma bagnata. Fuori, la sua macchina parcheggiata dietro, al buio. Saliamo, lui accende il motore, guida verso la spiaggia deserta. Pioggia leggera, vetri appannati. Parcheggia tra le dune. ‘Qui?’, chiedo, voce tremante. ‘Sì, cazzo, qui’. Mi bacia, urgente. Mani ovunque. Strappa la blusa, i miei seni liberi. Succhia un capezzolo, mordo il labbro. L’anello al dito preme sul suo collo mentre lo tiro giù.

L’Acte Bruciante e il Ritorno alla Realtà

Sento il suo cazzo duro contro la gonna. ‘Toglilo’, ansimo. Lo tiro fuori, grosso, venoso. Lo prendo in mano, palpito. Lui geme: ‘Francesca, sei una troia sposata’. Sì, lo sono. Mi abbasso, lo lecco dalla base alla cappella, sapore salato. Lo ingoio, su e giù, lui mi afferra i capelli. ‘Cazzo, sì’. Ma fretta, rischio. ‘Scopami ora’, dico. Mi sdraio sul sedile posteriore, gonna alzata, mutande via. Figa rasata, fradicia. Lui si china, lingua dentro, lecca il clitoride. Urlo piano, onde di piacere. ‘Entra, dai’. Si mette sopra, spinge. Il cazzo riempie tutto, caldo, stretto. Pompa forte, macchina che cigola. Sento le palle sbattere, seni che ballano. ‘Più forte!’, grido. Lui accelera, sudore, odore di sesso. Vengo prima, figa che si contrae, squirto un po’. Lui grugnisce, spinge profondo, spara dentro, caldo, tanto.

Ci rivestiamo veloci, respiri affannati. ‘Devo andare’, dico, guardando l’ora. Lui sorride: ‘Torna presto, troia mia’. Bacio veloce, esco. Guido a casa, figa gocciolante del suo sperma, mutande in borsa. Entro, Luca dorme. Mi lavo piano, sotto la doccia tocco ancora, eccitata. Mi infilo a letto, lui si gira: ‘Com’è andata?’. ‘Bene, stanca’. Sorriso innocente. Dentro, esplodo: il segreto mi fa impazzire. Domani ufficio, rispettabile. Ma già penso al prossimo incontro. Questa doppia vita… è la mia droga.

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