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La Mia Doppia Vita: Il Segreto Bruciante nella Libreria

Mi chiamo Sofia, ho 38 anni, sposata da 15 con Marco, un professore tranquillo. Di giorno gestisco una piccola libreria a Milano, sorrido ai clienti, sistemo libri, indosso tailleur castigati. L’anello al dito brilla, simbolo di una vita perfetta. Ma dentro… dio, dentro brucio. Adoro quel brivido, il segreto che mi fa battere il cuore all’impazzata.

Tre settimane fa, apro il sito di racconti erotici. Leggo una storia su di me. L’autore, David, descrive il mio culo, le mie curve sotto la gonna fiorata. Ridefinisce i nomi, ma so che è lui, quel cliente affascinante che viene per firmare libri. Il cazzo mi si bagna leggendo. Invece di arrabbiarmi, scrivo a Mélanie, la mia assistente. Bruna, gothica, tette enormi, piercing ovunque. ‘Domani dopo la chiusura, prepariamo una sorpresa.’ Lei ride, sa tutto.

Il Messaggio che ha Acceso il Fuoco

Il mercoledì, chiudo presto. Marco mi aspetta a casa con la cena. ‘Tornerò tardi, inventario,’ gli dico baciandolo. Colpa? Un po’. Ma l’eccitazione vince. Busso alla porta sul retro, fingo il rendez-vous per le dediche. Entro, Mélanie mi accoglie con un sorriso malizioso. ‘Laetitia? No, io sono qui.’ La chiamo ancora Laetitia nella finzione, ma è Sofia ora. La libreria è buia, rideaux abbassati. Cuore che pompa, mani sudate.

La guardo: pantaloni neri attillati, culo perfetto. La seguo tra i cartoni, non resisto, fisso quelle forme. Arriviamo al bancone. Fingo di controllare la cassa sul laptop. Porno? No, la sua storia aperta. Lui entra, sorride. ‘Ciao Sofia.’ Lo saluto distante, ma dentro ribollo. ‘Un minuto.’ Mélanie si avvicina, sporgo il culo dalla camicia aperta. Niente gonna sotto, solo perizoma. Mi piego piano, lo lascio vedere. ‘Ops, la penna.’ Lui balbetta. ‘I… cosa?’

L’Incontro Esplosivo e il Ritorno alla Normalità

Mi giro, lo bacio sulle guance. Mélanie si toglie la maglietta, reggiseno nero. Tette giganti, perfette, si slaccia. ‘Toccale,’ dico. Lui obbedisce, mano tremante. Mi incollo dietro, mano sul suo pacco. Duro come pietra. ‘Hmm, bello grosso.’ Mélanie slaccia i pantaloni, lo tira fuori. ‘Cazzo, che bestia!’ Lo masturbo piano, io gli massaggio le palle. ‘Ti piace il mio culo, vero? Dalla tua storia.’ Lui geme. ‘Sì… dio.’

Mi sfilo il perizoma, mi piego sul bancone. ‘Prendilo.’ Mélanie a ginocchia, lecca il glande, ingoia tutto. Io guido la sua mano sul mio culo, dito nel buco stretto. Si contrae, bagnato di saliva. ‘Dentro, piano.’ Lui spinge, il cazzo entra nel mio ano, centimento ogni vena. ‘Ahhh! Sì, scopami il culo!’ Vado e vengo, veloce, urgente. Mélanie si tocca la fica, io le succhio i capezzoli. Lei si piega dopo, dito nel suo culo stretto mentre lui mi incula forte. ‘Sto per venire!’ Grido piano, rischio che qualcuno senta fuori. Sborra dentro di me, caldo, profondo. Mélanie ingoia il resto.

Cinque minuti, non di più. Ci rivestiamo ridendo. ‘Non dirlo a nessuno,’ sussurro. Lui annuisce, stordito. Esco di corsa, profumo di sesso addosso, sperma che cola piano. A casa, Marco sorride. ‘Tutto ok?’ ‘Sì, amore.’ Bacio la sua guancia, anello che sfrega la pelle. Dentro, rido. Domani sorriderò ai clienti, ma ricorderò quel cazzo nel culo, il brivido. La doppia vita? Non la cambierei per niente. Ogni rischio mi fa viva.

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