Dio, non so da dove iniziare. Sono Maria, 38 anni, sposata da dieci con Luca, avvocato rispettabile. Di giorno, quadro in un’amministrazione pubblica italiana, vita perfetta: casa in ordine, figli a scuola, collane discrete. Ma dentro… dentro brucio. Da due mesi, la mia capa Taha mi ha cambiata. Araba, dominante, insaziabile. Ci scopiamo in ufficio, di nascosto. Ora, viaggio d’affari a Londra. Gare du Nord, Eurostar. Colleghi intorno, fingo professionalità. Cuore che martella. L’anello nuziale luccica al dito, freddo contro la pelle calda.
Nel treno, chiacchieriamo di lavoro. Rivalità franco-inglesi, bla bla. Poi Taha si avvicina: ‘Toilette tra vagoni 4 e 5. Due minuti. Tre colpi’. Tremavo. Mi alzo, colleghi dormono. Entro, minuscolo, pulito. Lei ordina: ‘In ginocchio’. Obbedisco. Tira su la gonna, toglie mutande da sotto il tailleur. Odore forte, dolce-muschiato. Lecco la fica avidamente, lingua dentro, succhio clitoride. Lei geme piano, mano nei miei capelli. Sento il treno vibrare, rischio costante. Mi soffoco sotto la stoffa, ma adoro. La faccio venire, squirta in bocca, sapore salato. Pensavo finita, ma mi schiaccia col piede: ‘Resta giù’. Mi sdraio, bocca piena della sua mutanda bagnata. ‘Non pensare che questo viaggio cambi le cose, Maria. Obbedisci’. Qualcuno bussa. ‘Tutto bene, signora?’. ‘Sì, sto provando un discorso’, risponde calma. Io rido dentro, terrorizzata eccitata. Mi lascia lì, mutande in bocca. Esco, viso arrossato, fingo mal d’aria.
Il Viaggio e la Tensione del Desiderio Nascosto
Arriviamo, Horses & Pets Tax, catapecchia. Taha parla inglese perfetto. Vedo lei: Miss Kellington, 45 anni, severa, occhi blu ghiaccio, ombrello in mano. Mi fissa, poi Taha. Attrazione strana. Buffet, chiacchiere. Hotel a Camden, camere vicine. Immagino notti con Taha, ma lei bussa prima cena: ‘Stasera, campagna inglese. Solo noi. Porta sul retro, 19’. Indossa abito sexy, trucco. Berline tedesca, autista sospettoso. Silenzio un’ora, arrivo maniero. Majordomo antico. Lei, davanti camino, leggins aderenti, curve perfette. ‘È lei?’, chiede a Taha. ‘Sì’. ‘Giochiamo’.
L’Incontro Esplosivo nel Maniero Inglese
Apre baule: frustini, manette, dildo enormi, pinze. Taha… sottomessa? Testa bassa, mani dietro. Io imito. Miss K si avvicina, frustino sul mio sesso attraverso pantaloni. ‘Spogliatevi’. Taha nuda, fica rasata lucida. Miss K la frustata culo: ‘Dimmi che ne hai bisogno, troia’. ‘Sì, Mistress’. La fa sedere divano, dita in bocca a Taha che succhia. ‘È tua, Maria. Usala. Ma io comando’. Cuore impazzito, anello contro pelle Taha. Le spalanco cosce, lecco fica fradicia, lingua profonda. Taha geme: ‘Più forte, puttana’. Miss K mi spinge: ‘Fottila’. Prendo strap-on dal baule, grosso, nero. Lubrifico, infilo piano. Taha ansima, ‘Cazzo, sì!’. Pompo duro, colpi rapidi, divano cigola. Seni oscillano, succhio capezzoli. Miss K dietro me, dita nel mio culo: ‘Tu pure, italiana’. Trema tutto. Cambio: Taha su me, 69, fica in faccia, io lecca suo ano. Miss K ci fustiga, ‘Venite, troie’. Squirt di Taha mi bagna, io vengo urlando, fica contratta. Poi Miss K ci lega, dildo doppio: infila in entrambe, pompa. Sborriamo di nuovo, corpi sudati, odore sesso ovunque. Ultimo: lei ci fa leccare pulito, lingua sulla sua fica pelosa, sapore acre. ‘Brave cagne’.
Rientro hotel, 2 notte. Doccia veloce, chiamo Luca: ‘Tutto ok, amore’. Voce trema, fica ancora gonfia. Colleghi dormono, ignari. Sdraiata, tocco anello, ricordo frustate. Colpevole? Un po’. Ma eccitazione… infinita. Domani riunioni, sorrisi falsi. Segreto mio, adrenalina che mi fa viva. Non vedo l’ora del prossimo rischio.