Mi chiamo Anna, ho 38 anni, avvocatessa in uno studio prestigioso di Milano. Sposata con Marco da dieci anni, casa in collina con vista lago, cene eleganti, figli perfetti. Tutti mi invidiano: la donna in carriera, moglie devota, sempre sorridente. Ma… c’è un ma grosso quanto un cazzo duro. Luca, il mio collega sfigato. Quello che tutti prendono per il culo: occhiali spessi, balbuziente, gobbetto, segretuccio inutile. ‘Due che lo tengono, tre che lo pinzano’, dicono ridendo al caffè. Io? Io lo guardo e mi bagno.
È iniziato per caso. Photocopie urgenti, fine mattina, solo noi due alla macchina. Parliamo del più e del meno. Scopro che abita a due passi da casa mia, tagliando dal bosco. ‘Passa a trovarmi’, insiste con quel sorriso ebete. Politicamente gli dico sì, ma il weekend dopo, torno dal mercato, lo incontro per strada. Mi trascina dentro: casetta rustica, legno e pietra, visita infinita fino al cesso. Mi offre succo di frutta – non beve, non fuma. Mi siedo sul divano, accendo una sigaretta, lascio cenere sul tappeto. Lui arrossisce. Al momento dei saluti, la guancia: i suoi baci bollenti sui miei seni attraverso la camicia. Caldi, vivi. Io, con l’anello al dito che brilla, sento il cuore accelerare. Mercoledì dopo, al lavoro, stessa bacio. Ora è routine: buongiorno e buonasera con tette premute.
La Routine Ineccepibile e la Tentazione Nascosta
Gli altri ghignano: ‘Anna esce con lo sfigato?’. Io minimizzo: vicini di casa, nient’altro. Ma sotto la doccia, mi tocco pensando ai suoi baci. Il mio corpo tradisce: capezzoli duri, fica che pulsa. Lui lo sa, lo sente. Le mie mani sulle sue spalle scivolano più giù, sfioro il petto. Lui balbetta ‘No, Anna…’, ma poi si appoggia. Giochino del gatto e topo: lo bacio vicino alla bocca, lui si ritrae; mi allontano, lui mi cerca. Colpevole? Un po’. Ma l’adrenalina… dio, mi fa impazzire. Rischio di tutto: reputazione, matrimonio, carriera.
Quel giovedì sera, tardi. Lui sistema archivi, io fingo di lavorare. Siti porno sul pc: una tipa con occhiali come i suoi, scopata senza pietà. Mi alzo, lo raggiungo. ‘Aiutami col caffè’, dico. Davanti alla macchinetta, gli sto addosso. Mano tremante sulla moneta. La prendo, le dita brucianti. Bacio sul collo: rabbrividisce. Lo giro, bocca sulla sua. Prima si scosta, poi torna affamata. Lingue che si intrecciano, mani ovunque. Le mie tette schiacciate sul suo petto, le sue su fianchi e culo. ‘Luca… shh…’, sussurro.
L’Esplosione di Desiderio e il Segreto che Brucia
Lo spoglio veloce: camicia via, pantaloni giù. Cazzo medio, ma duro come ferro, venoso. Io gonna alzata, mutande abbassate. Lo spingo sulla banquette logora. Mi siedo sopra, guida il suo cazzo nella mia fica fradicia. ‘Cazzo, Anna!’, geme. Cavolgo forte, tette che ballano, anello che graffia il suo petto. Lui mi afferra il culo, spinge su. Sudore, odore di sesso nell’aria. ‘Più forte, scopami!’, ansimo. Mi gira a pecorina, contro il tavolo. Lecca il mio culo, dito dentro: ‘Sei così stretta…’. Poi mi incula piano, poi forte. Urlo soffocato, vengo tremando, pareti che si stringono. Lui pompa, ‘Vengo!’, e sborra caldo sul mio dorso. Fiotti, esausti. Ci rivestiamo di fretta: ‘Domani come se niente fosse’. Lo riaccompagno a casa sua, a piedi nel bosco buio. Cuore in gola: e se mio marito chiama?
Torno a casa, doccia veloce. Marco dorme. Mi infilo a letto, fica ancora gonfia, profumo di Luca addosso. Sorrido nel buio: loro vedono la moglie perfetta, io so la troia segreta. Il brivido mi tiene sveglia, dita tra le cosce per un altro orgasmo. Domani bacio a Luca in ufficio, anello al dito, fica che gocciola. Questa doppia vita… non la cambierei per niente.