Mi chiamo Sofia, ho 38 anni, avvocatessa a Milano. Sposata con Paolo da dieci anni, casa perfetta, figli a scuola, cene con amici. Tutti mi invidiano: donna in carriera, moglie devota. Ma dentro… dio, dentro brucio. Ho una doppia vita. Luca, l’amico di Paolo, quello che sorride sempre troppo. Ci siamo scritti per mesi, foto sporche, vocali con gemiti. Mai toccati, fino a oggi. Paolo esce per comprare il pane, cinque minuti dice. Io apro la porta, Luca è lì. Cuore che martella. ‘Entra, veloce.’ Lui sorride, chiude la porta. L’anello al dito luccica, la sua mano già sul mio culo.
‘Sofia, non ce la faccio più.’ Mi bacia il collo, io tremo. ‘Paolo torna presto… non dovremmo.’ Ma le mie mutande sono già fradicie. Lo trascino in sala da bagno, la porta socchiusa. ‘Qui, rapido.’ Mi sfila la gonna, le calze. Le sue dita sotto la camicetta, pizzicano i capezzoli duri. ‘Cazzo, sei una troia sposata.’ Io gemo piano, colpevole ma eccitata da morire. Il rischio mi fa impazzire. Guardo l’orologio, Paolo può rientrare. La mia alleanza contro il suo cazzo che spinge sui boxer.
Il Segreto Che Mi Divora
Mi giro, mani sul lavandino, specchio che riflette i nostri occhi famelici. ‘Scopami forte, Luca.’ Lui abbassa i pantaloni, il suo uccello duro salta fuori, venoso, pronto. Mi sposta le mutande di lato, la cappella preme sulla fessa bagnata. ‘Sei fradicia, puttana.’ Entra di colpo, un colpo secco. ‘Ahhh!’ Stringo i denti, il cuore esplode. Pam pam pam, mi martella, le palle che sbattono sul mio clito. Io mi mordo il labbro, ‘Più forte, ma piano, cazzo.’ Le sue mani sui miei fianchi, una scivola avanti, strofina il mio grilletto gonfio. Io vengo quasi subito, le gambe tremano, ‘Sto… sto venendo!’ Succhi schizzano fuori dalla mia fica, bagna le sue cosce.
L’Urgenza Nella Sala da Bagno
Lui ansima, ‘Ti riempio?’ ‘No, spara fuori, dai.’ Si ritrae, mi gira, mi sbatte in ginocchio. ‘Apri la bocca.’ Obbedisco, lingua fuori. Due, tre schizzi caldi in faccia, in gola. Ne ingoio un po’, salato, proibito. Mi pulisco veloce con un asciugamano, lui si riveste. ‘Sei incredibile, Sofia.’ Bacio veloce, ‘Vattene ora.’ Lo spingo fuori dalla porta sul retro. Cuore ancora a mille, odore di sesso nell’aria. Mi lavo il viso, sistemo il trucco. Paolo rientra, ‘Com’è andata?’ Sorriso innocente, ‘Bene, amore.’ Lo bacio, gusto di Luca in bocca.
Torno al lavoro mentale: cena da preparare, figli da prendere. Ma sotto, la fica pulsa ancora. Quel segreto mi tiene viva. L’anello brilla, ma io so: sono una moglie per tutti, una troia per lui. Il brivido di rischiare tutto per un cazzo che mi spacca. Domani? Un altro messaggio. Non resisto. Colpevole? Sì. Ma dio, eccitata da morire.