Ciao… non so nemmeno perché te lo sto raccontando, ma devo sfogarmi. Mi chiamo Elena, ho 42 anni, sposata da 18 con Paolo, due figli adolescenti, casa perfetta a Milano, lavoro come avvocata in uno studio importante. Tutti mi vedono come la donna in carriera, rispettabile, con l’anello al dito che brilla sempre. Ma dentro… dio, dentro sto bruciando. Da sei mesi ho un amante. Si chiama Luca, un giovane collega di 28 anni, alto, muscoloso, con quel cazzo enorme che mi fa impazzire. È il mio segreto, la mia doppia vita. Oggi è stato uno di quei giorni.
Ho detto a Paolo che avevo una riunione serale con un cliente. ‘Tornerò tardi, non mi aspettare per cena’, gli ho mentito con un bacio sulla guancia. Il cuore mi batteva forte mentre guidavo verso l’albergo fuori città, quello anonimo dove ci vediamo sempre. L’alliance al dito mi pesava, fredda contro il volante caldo. Pensavo a Luca, al suo odore di uomo, al modo in cui mi guarda come se volesse mangiarmi. Arrivo, parcheggio, sudo già. ‘E se mi scoprono?’, mi dico, ma è proprio quel brivido che mi bagna le mutande. Suono alla porta della camera 118 – numero che mi ricorda chissà perché antichi harem – e lui apre, mezzo nudo, con quel sorriso da predatore.
Il Segreto che Mi Consuma
‘Finalmente’, mi sussurra, tirandomi dentro. Le sue mani forti mi afferrano i fianchi, mi sbatte contro il muro. ‘Mi manchi da morire, Elena’. Io ansimo, ‘Shh, dobbiamo fare in fretta, i miei tornano presto’. Ma non resisto, gli slaccio i pantaloni, tiro fuori quel cazzo duro, venoso, grosso come un polso. ‘Cazzo, quanto è bello’, gemo, inginocchiandomi. Lo prendo in bocca, lo lecco dalla base alla cappella gonfia, lui geme forte, mi afferra i capelli. ‘Sei una troia sposata, lo sai?’. Sì, lo so, e mi eccita da morire. Mi alzo, mi tira su la gonna, strappa le mutande. ‘Guardami l’anello mentre ti scopo’, dice, e io lo guardo, quel simbolo del mio matrimonio che luccica mentre la sua mano mi apre le cosce.
L’Incontro Esplosivo e il Ritorno alla Normalità
Mi penetra di colpo, profondo, fino in fondo. ‘Ahhh! Sì, così!’, urlo piano, mordendomi il labbro per non farmi sentire dal corridoio. Il suo cazzo mi riempie, mi allarga la figa fradicia, pompa veloce, urgente. Sento il suo sudore colare sul mio seno, i capezzoli duri che sfregano contro la camicetta aperta. Mi scopa contro il muro, le gambe intorno ai suoi fianchi, il cuore che mi esplode nel petto. ‘Ti piace rischiare, eh? Pensi a tuo marito mentre ti riempio?’. ‘Sì… no… scopami più forte!’, balbetto, venendo già, le pareti della figa che si stringono intorno a lui. Lui accelera, grugnisce, ‘Vengo dentro, troia’. Sento il suo sperma caldo schizzare profondo, mi tremano le ginocchia. Due minuti dopo, orgasmo multiplo, crollo tra le sue braccia.
Ci rivestiamo veloci, sudati, con l’odore di sesso che impregna la stanza. ‘Domani?’, mi chiede. ‘Sì, ma piano’. Un bacio bagnato, esco, guido verso casa con la figa che stilla ancora il suo seme, le cosce appiccicose. Arrivo, Paolo mi saluta: ‘Com’è andata la riunione?’. ‘Bene, stanca morta’. Ceno con i figli, rido alle loro battute, ma sotto il tavolo stringo le gambe, rivivo ogni spinta. L’alliance pulita ora, ma io… io sono cambiata. Colpevole? Un po’. Ma eccitata da morire per questo segreto. La mia doppia vita mi fa sentire viva, potente, come un’imperatrice nel suo harem privato. E non smetterò.