Mi chiamo Giulia, ho quasi quarant’anni, mamma di tre bambine. La mia vita è un turbine di scuola, sport, cene con il mio marito, avvocato sempre impegnato. Lui mi ama, ma il sesso è raro, routine. Io? Timida, BCBG, con l’anello al dito che brilla come un monito. Eppure, sotto sotto, bramo l’adrenalina del proibito. Il cuore mi batte forte solo al pensiero di farmi beccare.
L’amica Cristina mi invita alla festa di fine anno del suo club di equitazione. Marito e figlie dal nonno per un weekend padre-figlie. Occasione perfetta per evadere. Mi vesto con un abito estivo rosso, al ginocchio, senza reggiseno – i miei seni ancora sodi lo tengono su. Sopra, un gilet nero. Elegante, ma sexy. Arrivo al corpo di fattoria accanto alle scuderie. Aperitivo all’aperto, aria calda d’estate.
La Routine Spezzata e il Primo Incontro
Cristina, estroversa e affascinante, mi presenta tutti. Molti uomini intorno a lei, ma io noto Riccardo: cinquantenne slanciato, elegante, un po’ spaesato come me. Parliamo di futilità – moda, tempo. Ci ridiamo di un tizio con la voce rauca che canta. Ceniamo su panche lunghe, come in un banchetto antico. Il vino mi scalda, la testa gira un po’. Toglievo il gilet, sudavo.
Dopo cena, pista da ballo. Slow degli anni ’80. Riccardo mi prende la mano. ‘Vieni?’, dice con un sorriso. Le sue mani sulle mie anche, poi sulle spalle, sfiorano il culo. Il suo sguardo sul mio décolleté – vedo i capezzoli indurirsi. Mi sento leggera, eccitata. ‘Fa troppo caldo’, dico. ‘Andiamo a prendere aria?’. Mi porta nelle scuderie nuove. Odore di cuoio, fieno, paglia. Buio, lontano dalla festa. Il cuore mi martella.
Improvvisamente, mi afferra le anche, mi bacia. Labbra calde, lingua che invade la mia. Tesa, immobilizzata contro il muro. Pensavo ‘No, sono sposata’, ma… dio, che bacio. Ricambio, affamata. Le sue mani salgono, palpano i miei seni attraverso il tessuto. Pollice sui capezzoli duri. Gemo. ‘Shh’, sussurra. Una mano solleva la gonna, sotto il perizoma, stringe il culo. Dita tra le natiche, poi sulla fica – bagnata fradicia.
L’Esplosione di Desiderio e il Ritorno alla Normalità
‘Sei fradicia’, mormora. Dita davanti, sfrega il clitoride gonfio, ne infila due nella figa. Bocca sul collo, poi succhia i capezzoli attraverso la robe. Vengo forte, gambe tremanti, urlo soffocato. Mi accascio, faccia sulla sua coscia. Vedo il rigonfiamento nei pantaloni. Ipnotizzata, lo tocco. Dura come ferro. Slaccio, esce il cazzo: bello grosso, cappella rossa.
Lo accarezzo, pelle calda, vene pulsanti. Mi avvicino, odore muschiato. Labbra sfiorano il glande. Lo prendo in bocca. Sapore salato, pre-eiaculato. Lingua vortica, succhio piano. Mano sulla canna, l’altra sulle palle pesanti. Lui geme: ‘Cazzo, sì…’. Mi infila i seni fuori, pinza i capezzoli. Accelero, gola profonda – lo ingoio tutto. Tossisco un po’, ma continuo. ‘Sto per venire’, ansima. Non mi fermo. Sborra calda, densa, in gola. Inghiotto tutto, jet dopo jet. Succhio fino all’ultima goccia.
Cadiamo in ginocchio, ansimanti. I miei seni fuori, il suo cazzo lucido. Mi bacia: ‘Grazie, sei incredibile’. Ci rivestiamo veloci. Rientriamo. Gusto di sperma in bocca, capelli scompigliati, anello che luccica. Cristina: ‘Hai un colorito fantastico!’. Riccardo mano sul mio culo. Torno a casa, mariito mi aspetta domani. Sesso non è tradimento, no? Ma il brivido… lo rifarò. La doppia vita mi eccita da morire.