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Confessione di una Moglie Italiana: La Mia Doppia Vita a Orléans

Mi chiamo Sofia, ho 36 anni, avvocata a Milano. Sposata con Marco da otto anni, casa perfetta, cene con amici, riunioni in studio. Tutti mi invidiano: donna in carriera, moglie devota. Ma dentro, brucio. L’anello al dito mi ricorda il dovere, ma la fica pulsa per l’adrenalina del proibito. Adoro il rischio di farmi beccare.

Ho scoperto online l’expo di Vanessa Vercel a Orléans, ‘Donna Nuda’. Quel flyer, il culo di una donna contro il vetro della doccia, acqua che scorre… mi ha fatto stringere le cosce in ufficio. Laure, la fotografa, mi ha contattata: ‘Vieni a posare, italiana sexy.’ Ci siamo scritte notti intere, foto mie nude al marito addormentato accanto. ‘Vengo per un weekend culturale, per il CV’, ho mentito a Marco. ‘Torna presto, amore’, mi ha baciato sulla porta. Cuore in gola, valigia con lingerie black. In auto, l’anello brilla sul volante, ma mutandine fradice. Penso: e se chiama? E se capisce?

Il Mensonge per Inseguire il Fuoco Proibito

Arrivo allo studio, periferia di Orléans. Laure mi apre, mora sensuale, occhi da predatrice. ‘Sofia, finalmente.’ Accanto, Aurélie, l’assistente, 24 anni, tette sode sotto la camicetta, culo tondo. ‘Spogliati, sul divano.’ Tremo, nuda, gamba sul bracciolo, fica esposta. Clic-clac. ‘Apri le labbra, mostra il clitoride.’ Mi tocco piano, dita umide. Lei si accuccia: ‘Non basta, lascia fare a me.’ Le sue dita fredde aprono la mia fica, pizzicano le grandi labbra, tirano. ‘Oh… Laure…’ Fisso l’obiettivo, ma sento il suo respiro caldo. ‘Brilla di più.’ Lecca le dita, me le infila dentro, due, tre. Ruota, preme sul punto G. Gemo, cuore che sbatte. L’anello luccica contro la sua pelle.

‘Aurélie, luci.’ L’assistente si avvicina, mano sui miei fianchi. Laure mi fotte con le dita, ‘Pizzicati i capezzoli, troia.’ Obbedisco, dolore dolce. ‘Ora il culo.’ Mi bagna l’indice, lo spinge piano nell’ano stretto. ‘Rilassati, apri.’ Due dita in fica, una in culo, pompa. Sudore cola, respiro corto. Aurélie slaccia la blusa, tette libere, mi bacia il collo. ‘Laure, posso?’ Laure annuisce, Aurélie mi lecca i capezzoli duri. Io infilo mano nella sua gonna, fica rasata bagnata. ‘Succhiami le dita.’ Gliele porto in bocca, sapore mio. Laure accelera: ‘Vieni, spruzza per me.’ Esplodo, urlo, liquidi schizzano sul pavimento. Lei mitraglia, clac-clac.

L’Estasi sotto l’Obiettivo e il Ritorno al Segreto

Non basta. Laure si spoglia, fica depilata gonfia. Mi sdraio, lei sopra, 69. La sua lingua divora il mio clito, succhia, mordicchia. Io affondo naso nella sua passera, lecca il suo culo. Aurélie ci guarda, si masturba. ‘Vieni qui.’ Si unisce, dita in Laure mentre io la mangio. Orgasmos multipli, corpi sudati appiccicati. Quattro dita di Laure in me, quasi pugno, ‘Prendilo tutto.’ Grido nel suo sesso. Tempo scorre, urgenza: ‘Devo andare…’ Un ultimo bacio, lingue intrecciate, sapori misti.

Mi rivesto veloce, fica gonfia, cosce appiccicose. Bacio Laure: ‘Tornerò.’ Guido verso casa, notte fonda. Marco dorme, lo bacio: ‘Com’è andata?’ ‘Bene, stanca.’ Sorrido, sotto le coperte tocco la fica sensibile, ricordo dita estranee. Il segreto intatto mi eccita di più del sesso. Domani tribunale, ma già sogno il prossimo rischio. L’anello brilla innocente.

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