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Confessione: La Mia Doppia Vita da Moglie Rispettabile e Puttana Segreta

Mi chiamo Elena, ho 38 anni, sposata da 12 con un uomo perbene, avvocato in uno studio importante a Milano. Di giorno sono la tipica moglie rispettabile: tailleur impeccabile, alliance al dito che brilla sotto le luci dell’ufficio, sorrisi cortesi ai clienti. Ma dentro, c’è un fuoco che mi consuma. Stasera c’è la festa aziendale in quel locale fighetto, piano terra con musica e colleghi ubriachi, sopra gli uffici vuoti. Il mio cuore batte già forte mentre saluto tutti, stringo mani, fingo interesse per le chiacchiere banali. Indosso un abito nero aderente, scollatura che lascia intravedere il pizzo del reggiseno, mutandine minuscole che mi sfregano ad ogni passo. Sento l’umidità tra le cosce solo a pensarci.

Vedo lui, Luca, il collega del marketing, alto, muscoloso, quel sorriso da bastardo che mi fa bagnare. Da settimane ci guardiamo, flirt velati via email, ma niente di più. Mio marito è di là, ride con i capi, ignaro. Io mi avvicino a Luca, il bicchiere in mano trema un po’. ‘Ciao, belle serate come questa ti fanno venire voglia di… bere qualcosa di forte?’ dico, con voce bassa, occhi che lo sfidano. Lui ride, mi sfiora il braccio. ‘O di altro?’. Il mio cuore pompa come un martello, l’alliance fredda contro la sua pelle calda. ‘Andiamo su, ho sete vera’, mormoro, e lo prendo per mano. Saliamo le scale, il rumore della festa si affievolisce, l’urgenza mi stringe lo stomaco. ‘E tuo marito?’ chiede. ‘Non sa niente, e non saprà. Solo un buco veloce, prima di tornare da lui.’

La Tentazione alla Festa Aziendale

Entriamo nel bureau del capo, buio, grande scrivania di mogano. Chiudo la porta, il clic mi fa rabbrividire. Mi giro, lo spingo contro il muro. ‘Spogliami, ma piano.’ Le sue mani sulle mie tette, le strizza attraverso il pizzo. Io gemo, slaccio i suoi pantaloni, tiro fuori il cazzo duro, grosso, venoso. ‘Cazzo, quanto è bello’, sussurro, lo palpo, sento il prepuzio scorrere. Lui mi alza la gonna, strappa le mutandine. ‘Sei fradicia, troia’. Sì, lo sono. Mi siedo sul bordo della scrivania, allargo le cosce. ‘Leccami, subito’. La sua lingua sulla fica, succhia il clitoride gonfio, infila due dita dentro, mi scopa con la bocca. Io ansimo, ‘Più forte, sì, lì…’. L’orgasmo mi travolge veloce, liquido caldo mi bagna la sedia, le gambe tremano.

L’Incontro Proibito e il Ritorno al Segreto

Non perdo tempo. ‘Scopami ora’. Lo guido dentro, il cazzo mi riempie, spinge fino in fondo, contro il collo dell’utero. ‘Ah, sì, fottimi duro’. Lui pompa, il tavolo cigola, io stringo le chiappe, lo mordo sulla spalla per non urlare. Sento l’alliance graffiargli la schiena mentre lo graffio. ‘Sto per venire’, grugnisce. ‘Dentro, riempimi la fica’. Sborra caldo, fiotti che mi inondano, cola fuori mentre lui trema. Io vengo di nuovo, spasmi violenti, la fica che lo strizza fino all’ultima goccia. Sudati, ansimanti, solo cinque minuti, ma intensi come ore.

Mi alzo, gambe molli, raccatto mutandine strappate, le infilo in borsa. Mi sistemo il trucco allo specchio, l’odore di sesso nell’aria. ‘Vai prima tu’, dico. Lui esce, io aspetto, pulisco una goccia di sborra dalla coscia con un fazzoletto. Scendo, sorrido a mio marito, ‘Dove eri?’, ‘In bagno, troppa sangria’. Lo bacio, gusto ancora il sale del sudore di Luca in bocca. Il segreto mi eccita da morire, il brivido di rischiare tutto. Domani in ufficio lo vedrò, fingerò niente, ma la fica pulserà al ricordo. Questa doppia vita mi fa viva, colpevole sì, ma dio, quanto godo.

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