You are currently viewing La Mia Doppia Vita: L’Avventura Segreta con l’Americano

La Mia Doppia Vita: L’Avventura Segreta con l’Americano

Sono Maria, 38 anni, avvocatessa a Milano. Di giorno, moglie perfetta di Luca, casa in ordine, figli a scuola. Ma stasera… ho mentito. ‘Riunione che si prolunga’, gli ho detto al telefono. Il cuore mi batte già forte mentre entro nel bar dell’hotel vicino allo studio. Luci basse, musica jazz. Mi siedo al bancone, ordinando un Malibu coco. Il tabureto di pelle sotto di me è morbido, ma io sudo freddo. L’anello nuziale luccica al dito, un promemoria. Eppure, l’eccitazione mi punge la pelle.

Accanto a me, una voce calda, accentata. ‘Questa sedia è libera?’. Alzo gli occhi: Mathew, americano del Nord, alto, capelli castani corti, occhi bruni intensi, spalle larghe sotto la camicia aperta. Muscoloso, maschio. Sorrido, annuisco. Ordina un whisky, mi fissa. ‘Ti osservavo da un po’. Perché sei sola?’. Arrossisco. ‘Nessuno vuole bere con me stasera’. Ride, complimento: ‘Sei bellissima, incredibile’. Il suo sguardo scivola sul mio seno, sulle gambe accavallate. Parliamo un’ora. Del suo lavoro qui, della nostalgia per gli USA. Scopro gusti comuni: viaggi, vino rosso. Le nostre ginocchia si sfiorano. Mani che si cercano. Fuori, aria tiepida di giugno. Le dita si intrecciano, il suo braccio intorno alla mia vita. Calore che mi invade. Un bacio casto, poi profondo. Lingue che danzano, respiro corto. ‘Vieni da me?’, sussurra. L’hotel è a due passi. Dico sì, senza pensare.

La Tentazione nel Bar dell’Hotel

La porta si chiude. Le sue mani grandi mi stringono il culo attraverso i pantaloni sottili. Baci sul collo, brividi. Sbottona la camicia con la bocca, libera i miei seni dalla reggiseno di pizzo. Li succhia, uno dopo l’altro, mordicchia i capezzoli duri. Gemo piano. Mani che scendono, pantaloni e mutande via. Gambe accarezzate, interno coscia torturato fino alla fica bagnata. Mi siede sul letto, ginocchia aperte. Dita sulla carne tenera, poi lingua. Lecca il clitoride, succhia la mia figa fradicia. ‘Oh sì…’, ansimo. Lingua dentro, come un cazzo piccolo. Mi inarco, una mano nei suoi capelli, l’altra sulle lenzuola. Vengo urlando, corpo scosso.

La Passione Esplosiva e il Ritorno a Casa

Lo aiuto a togliere i pantaloni. Il suo cazzo duro, grosso, schiacciato nei boxer. Lo libero, lo annuso, lecco le palle. Lo prendo in bocca, succhio profondo, lingua sulle vene gonfie. ‘Oh my god, sì, succhia il mio cazzo!’, geme in inglese. Vibra. ‘Stop, vengo!’. No, continuo. Sborra in gola, jet caldi. Mi bacia: ‘Grazie, sei incredibile’. Ci accarezziamo, lui si riaccende. Preservativo dalla valigia. Baci dal piede al collo. Mi stende, entra piano. ‘Cazzo, che stretta…’. Pompa forte, io graffio la schiena. ‘Più veloce, scopami!’, urlo. L’anello al dito sfrega la sua pelle sudata. Urgenza: ho promesso di tornare presto. Viene dentro il lattice, io seconda orgasmo. Sudati, ansimanti.

Esco di fretta, trucco rifatto in bagno. Cuore in gola, Milano buia. A casa, Luca dorme. Doccia veloce, odore di sesso lavato via. Mi infilo nel letto, il suo respiro regolare. Sorriso colpevole. Domani avvocatessa impeccabile. Ma dentro, brucio. Il segreto mi eccita di più del sesso. Rischio di tutto per questo brivido. E lo rifarei. Subito.

Leave a Reply