Dio, non ce la faccio più a tenere tutto dentro. Sono Maria, 38 anni, avvocatessa in uno studio importante a Milano. Sposata con Enzo da 15 anni, casa perfetta, due figli, cene in famiglia. Tutti mi guardano come la donna ideale: elegante, seria, con l’anello che brilla al dito. Ma… c’è un ma grande quanto il mio desiderio represso.
Stasera, fine giornata. Ho detto a Enzo che dovevo lavorare fino a tardi. Invece, mi sono cambiata in quel bar anonimo del centro. Mi sono messa una gonna ampia blu, camicetta a fiori buttonata fino al collo, codini da ragazzina, calzini e ballerine. Ridicola, lo so. Ma è il mio gioco. Cammino piano sul marciapiede deserto, cuore che mi martella nel petto. Le strade buie, l’aria fresca sulla pelle. L’anello… lo tocco, freddo contro la mano calda. Paura di incrociare qualcuno del quartiere. Ma l’eccitazione? Mi bagna già le mutande.
Il Segreto che Mi Brucia Dentro
Lì, dall’altra parte della strada, la sua macchina. Antonio. Alto, spalle larghe, occhi azzurri da rugbista. Mi osserva masticando un panino, nascosto nel buio. Non sa della mia vita vera. Per lui sono solo questa troia in cerca di guai. Mi fermo davanti a un vicolo nero. Fisso il vuoto. Sento i passi. Il suo braccio mi cinge la vita, la lama fredda sul collo. ‘Stai buona, puttanella’, sussurra. Io? Nessuna paura. Solo voglia. Mano nel borsa, ma non tiro fuori niente. Voglio questo.
‘Togliti quel cazzo di coltello’, dico piano, girandomi. I nostri occhi si incatenano. Lui ride basso. ‘Sapevo che eri tu’. Mi spinge nel vicolo, urgente. Le sue mani grosse mi palpano sotto la gonna. ‘Sei fradicia, Maria. Pensavi a me tutto il giorno?’. Sì. Tutto il giorno in tribunale, con la fica che pulsava pensando al suo cazzo duro.
Mi sbatte contro il muro. Bocca sulla mia, lingua che invade. Strappa la camicetta, bottoni che volano. Le tette nude al freddo della notte. Le succhia i capezzoli, denti che mordono. Io gemo, ‘Piano, cazzo, Enzo potrebbe chiamare’. Ma lui non ascolta. Mi alza la gonna, cala le mutande. Dita dentro, tre, che mi fottono veloce. ‘Vieni per me, troia sposata’. Vengo, gambe che tremano, urlo soffocato.
L’Incontro Esplosivo nel Buio
Mi gira, mani sul muro. Il suo cazzo, grosso, venoso, mi sfrega la fica. ‘Dimmi che lo vuoi’. ‘Scopami, Antonio, riempimi’. Entra di colpo, fino in fondo. Io stringo l’anello, colpa che punge, ma piacere che esplode. Pompa forte, palle che sbattono sul mio culo. ‘Sei stretta, puttana. Tuo marito non ti scopa così’. No, non così. Selvaggio, rischioso. Auto che passano vicine, voci lontane. Paura di urla, di luci. Ma io spingo indietro, ‘Più forte, fammi male’. Mi afferra i codini, tira, mi incula il collo indietro. Succhia il sudore dal mio collo. Io vengo di nuovo, fica che lo munge.
‘Prendo la tua sborra’, ansimo. Lui grugnisce, spinge deep. Caldo che schizza dentro, riempie. Cola giù le cosce. Mi tiene lì, cazzo ancora duro, baciandomi sporco. ‘Torna dal tuo uomo con la mia crema in pancia’.
Esco dal vicolo, gambe molli, gonna storta, sperma che sgocciola. Cammino a casa, 10 minuti. Cuore ancora a mille. Enzo mi vede: ‘Tutto ok, amore?’. ‘Sì, stanca’. Doccia veloce, ma lo tengo dentro un po’. Cena, figli che chiacchierano. Sorrido, perfetta moglie. Ma sotto il tavolo, dita che sfregano la fica umida. Segreto mio. Domani ufficio, poi… di nuovo lui. Questa doppia vita mi uccide e mi fa viva. Non smetterò mai.