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La Mia Doppia Vita: Neve Imprevista e Sesso Proibito in Fattoria

Dio mio, non ce la faccio più a tenere tutto dentro. Mi chiamo Sofia, ho 35 anni, sposata da dieci con Marco, un commercialista rispettabile. Lavoro come avvocata a Milano, vita perfetta: casa in centro, figli a scuola, cene eleganti. Ma quest’estate… tutto è cambiato. Sono andata a trovare nonna in una vecchia fattoria sulle colline del Piemonte, vicino al lago Maggiore. Luglio, caldo torrido, e bum: prima nevicata della storia, in pieno estate. Strade bloccate, bestie ululanti nei boschi – non lupi veri, ma qualcosa di peggio, occhi troppo umani. Il mondo impazzito.

Nonna è morta di freddo la prima notte. Io, terrorizzata, ho trovato rifugio nella fattoria di Domenico, 28 anni, agricoltore robusto, vedovo da poco. E c’era Daniele, 19 anni, ragazzo del posto, perso mentre tentava di raggiungere Milano. Intrappolati lì, noi tre. Io chiamo Marco ogni giorno: ‘Sto bene, amore, nonna peggiora, torno presto’. Lui preoccupato, io con l’anello che brilla al dito, ma il cuore che batte forte guardando Domenico che spacca legna, sudato sotto i maglioni. E Daniele, impulsivo, occhi affamati sul mio seno.

Il Segreto Nasce nel Freddo

La tensione saliva. Niente elettricità, buio pesto. Calore umano l’unica salvezza. Io, vestita da signora – tailleur sotto il cappotto – sentivo la fica bagnarsi pensando a loro. ‘Sofia, sei sposata’, mi dicevo, girando l’anello. Ma l’urgenza… Dio, l’urgenza di essere scopata, lì, col rischio di quelle bestie fuori.

È successo nella capanna del contatore, durante il blackout. Bestie troppo vicine, barricati dentro. Freddo che morde, corpi premuti. Io infilo le mani sotto il pull di Domenico per scaldarmi. Pelle ruvida, muscoli tesi. ‘Che fai?’, sussurra lui. ‘Ho freddo…’, rispondo, mordendomi il labbro. Mi bacia, rude. Gli slaccio i pantaloni, cazzo duro, grosso, venoso. Lo prendo in bocca, succhio avida, gusto salato. Daniele ci guarda, eccitato. Domenico mi sdraia su una coperta, mi strappa le mutande. ‘Sei fradicia’, ringhia. Entra in me di colpo, cazzo che riempie la fica fino in fondo. Geme, spinge forte, io gemo: ‘Sì, scopami, più forte!’. Cuore in gola, anello che sfrega la sua schiena. Daniele si tocca, sborra guardando. Io vengo, spasmi violenti, urlo soffocato.

L’Esplosione del Desiderio Proibito

Domenico muore due giorni dopo, attirando una bestia per salvarci. Io e Daniele soli. Calore asfissiante in casa, nudi per giornate. Lui mi palpava, io resistevo pensando a Marco. Ma una notte, mi masturbo pensando a entrambi. Lui entra, cazzo in mano: ‘Sandra, no, Sofia… ti voglio’. Lo slap, ma poi… cedevo.

Fuori nevica di nuovo, ci perdiamo tornando al villaggio. Nella neve, gelati, ci abbracciamo. ‘Daniele…’, dico, mano nei suoi pantaloni. Cazzo freddo, lo scaldò in bocca, lingua che gira sul glande, succhio fino alle palle. Lui geme: ‘Cazzo, Sofia…’. Mi calo i jeans, mutande giù, mi siedo sul suo cazzo. Entra liscio, bagnata fradicia. Cavarico forte, tette che ballano, neve sui capezzoli duri. Lui mi afferra il culo, sbatte su: ‘Ti scopo come una troia!’. Vengo urlando, lui mi riempie di sborra calda dentro. Bestie ululano vicine, adrenalina pura.

Tornati, gelo finito. Prendo un’auto, rientro a Milano. Marco mi abbraccia: ‘Sei pallida, amore’. Sorrido, fica ancora gonfia di Daniele. Anello al dito, segreto nel cuore. Ogni notte rivivo tutto, mi tocco pensando al rischio. Sono la stessa Sofia? No. Ora ho due vite: quella da brava moglie, e questa… bollente, proibita. E non vedo l’ora del prossimo brivido.

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