Dio mio, non resisto più. Mi chiamo Alessandra, ho 48 anni, sposata da 25 con Paolo, avvocato impeccabile, padre amorevole. Vivo a Milano, villa con giardino, figli grandi che studiano all’università, capo progetto in un’azienda di manutenzione navale. Tutti mi vedono come la donna perfetta, seria, elegante. Ma ho un segreto che mi fa bagnare solo a pensarlo. Da due anni, scopo con Luca, il mio collega di 38 anni, atletico, capelli corti, sorriso che ti scioglie. Tutto è iniziato in una trasferta di quattro giorni all’Arsenale di La Spezia. Il capo ci ha messo in un hotel isolato tra le dune liguri, vista mare, onde che rompono. Dopo cena, debrief nel salottino. Lui, in poltrona, cognac in mano. Io sento il cuore che mi martella. L’anello al dito luccica sotto la luce fioca, ma la mia fica pulsa pensando a lui.
Luca mi guarda. ‘Alessandra, sei tesa stasera.’ Io arrossisco. ‘È… la stanchezza.’ Bugia. Lo voglio da mesi. Collezioni di sguardi rubati in ufficio, messaggi criptati: ‘Stanotte dune?’. Paolo a casa pensa sia al lavoro. Io qui, con l’adrenalina del rischio. Se ci beccano, scandalo. Ma è questo che mi eccita. Domani rientro da lui con la figa piena della sborra di Luca. Il contrasto mi fa impazzire: la brava moglie che prepara la cena, e la troia che si fa sbattere dal collega.
Il Segreto che Mi Divora
Tensione alle stelle. Esco sul balcone, aria salmastra. Sento passi. È lui. ‘Non ce la faccio più, Ale. Ti voglio.’ Le sue mani forti su di me. Io esito: ‘Luca, no… mio marito…’ Ma lo tiro dentro la camera. Urgente, come animali. Cuore in gola, porte chiuse male. Potrebbe bussare chiunque.
Mi strappa la camicetta. Bocche che si divorano, lingue avide. Sento il suo cazzo duro premere contro la mia pancia attraverso i pantaloni. ‘Sei fradicia’, mormora, mano in mutande. Sì, la mia fica cola. Gli slaccio la cintura, tiro giù tutto. Il suo uccello salta fuori, grosso, venoso, cappella viola. Lo afferro, lo pompo forte. ‘Cazzo, Ale, sì.’ Mi inginocchio, lo prendo in bocca. Odore muschiato, sale. Lo succhio profondo, gola piena, saliva che cola. Lui geme, mani nei capelli: ‘Brava puttana, ingoialo.’
L’Esplosione di Piacere Proibito
Mi butta sul letto. Gambe spalancate. Lecca la mia fica, lingua sul clito gonfio. ‘Hai un sapore da troia sposata.’ Io mi contorco, ‘Leccami, sì, più forte.’ Due dita dentro, mi scopa con mano. Vengo urlando piano, corpo scosso, pareti della fica che stringono. Poi mi gira, a pecorina. L’anello tocca il lenzuolo bianco mentre lui mi sbatte il cazzo dentro. Profondo, selvaggio. ‘Prendilo tutto, tua fica è mia.’ Pum pum pum, palle che schiaffeggiano il clito. Sudore che cola, corpi che sbattono. ‘Sborra dentro, riempimi!’ Lui accelera, grugnisce, esplode. Caldo, getti potenti nel mio utero. Io vengo di nuovo, unghie nella sua schiena.
Non basta. Vaselina dal beauty. ‘Nel culo, Luca, scopami il culo.’ Lui lubrifica, piano entra. Stretta, bruciore dolce. ‘Cazzo, che stretto.’ Va e viene, io mi masturbo il clito. ‘Più forte, rompi mi!’ Orgasmos anali, proibito puro. Sborra di nuovo nel mio sfintere.
Dopo, doccia veloce. Sudore, sperma che cola dalle cosce. Ci rivestiamo. ‘Domani casa, da tuo marito.’ Sorriso complice. Esco, aria fresca dune mi calma. Rientro a Milano, Paolo mi bacia: ‘Com’è andata?’. ‘Bene, stanca.’ Dentro, la fica dolorante, culo che pulsa. Segreto intatto. Mi eccita da morire questa doppia vita. La rispettabile signora e la ninfomane segreta. Non vedo l’ora della prossima trasferta. Il brivido mi tiene viva.