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La Mia Notte Proibita a Rio: Moglie Perfetta di Giorno, Puttana Segreta di Notte

Dio, non so da dove iniziare. Mi chiamo Elena, ho 42 anni, sposata da 15 con Marco, avvocato rispettabile a Milano. Vita perfetta: casa in centro, figli grandi, riunioni in tailleur. Ma dentro… dentro brucio. Ogni viaggio di lavoro è una scusa. stavolta Rio, per un congresso. Ho mentito a Marco: ‘Torno presto, amore’. Lui sorride, bacia la fede al mio dito. Io penso già alle spiagge, ai corpi.

Atterro stanca, prendo i bagagli. Alina, la mia referente brasiliana, mi aspetta. Bruna, tette rifatte, gambe bronzee. Mi carica sul taxi giallo, chiacchieriamo. Al hotel, vintage e lussuoso, incontro Nanda. Bionda métisse, occhi nocciola, culo perfetto sotto la gonna. Mi fissa, io arrossisco. ‘Tudo bem?’, dice con voce calda. Alina ride: ‘Stasera festa sulle colline, vieni?’. Il cuore mi batte forte. Casa mia lontana, ma l’adrenalina… sì.

L’Arrivo a Rio e la Tentazione Nascosta

La villa domina Ipanema, luci soffuse, piscina. Ragazze in bikini minuscoli, cazzi duri sotto i tessuti. Musica lasciva, corpi che si strusciano. Alina sparisce, io bevo una birra. Nanda riappare: ‘Ti osservo da un po’. Noioso?’. Mi prende la mano, profumo di vaniglia e sesso. Mi porta in una stanza buia. Gruppi su divani, gemiti. ‘Guarda’, dice, e abbassa la gonna. Sotto il perizoma, un rigonfiamento. Trans. Il mio cuore esplode. Ma non fuggo. L’anello luccica mentre tocco. Caldo, duro. ‘Non dire niente’, sussurro.

Lei geme, mi bacia il collo. ‘Vieni con me’. Saliamo, Alina ci vede e sorride complice. Stanza con candela. Nanda mi spoglia piano, lecca i capezzoli. Io ansimo, colpevole ma bagnata fradicia. ‘Sei sposata?’, chiede vedendo la fede. ‘Sì… ma non dire’. Lei ride, tira fuori il cazzo: non enorme, perfetto. Lo prendo in mano, lo lecco. Salato, pulsante. Poi Ilda entra, la trans muscolosa con il mostro tra le gambe. Nanda: ‘Condividiamo tutto’. Mi mettono in mezzo.

L’Orgia nella Villa e il Ritorno alla Realtà

Mi sdraiano, Nanda mi mangia la figa, lingua dentro, succhia il clito. Io urlo piano. ‘Shh, rischiamo’, dice. Poi mi gira, saliva sul culo. ‘Rilassati, troietta italiana’. Infila un dito, poi due. Gel freddo, anello che sfrega il lenzuolo. Il suo cazzo preme, entra piano. Fa male, poi… dio, piacere proibito. Mi scopa il culo forte, pacche sulle chiappe. ‘Prendilo tutto!’. Io gemo, cuore in gola. Ilda davanti, cazzo enorme sul viso. ‘Succhia, puttana’. Apro la bocca, godo il glande gonfio, vene pulsanti. Odore muschiato, bolas pesanti. Lo ingoio quanto posso, sbavo.

Nanda accelera, mi riempie il culo di sborra calda, cola fuori. Trema contro di me. Ilda mi afferra i capelli, pompa in bocca. ‘Bevi!’. Esplode, fiotti densi in gola, sul viso. Io vengo, figa che squirta senza tocco. Ilda mi lecca pulita, poi mi fa venire di nuovo succhiandomi.

Sudate, esauste. Musica batucada fuori. ‘Torna domani?’, chiede Nanda. Scuoto la testa: ‘Devo’. Scendo, aria notte sulla pelle appiccicosa. Taxi all’hotel, telefono di Marco: ‘Tutto ok, amore?’. ‘Sì, stanca’. Ma rido dentro, sborra in bocca ancora, culo che pulsa. Domani congresso, tailleur stirato. Nessuno sa. Questo segreto mi fa eccitare da morire. La doppia vita… non smetto mai.

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