Mi chiamo Alessandra, ho 38 anni, avvocata in uno studio importante a Milano. Sposata con Aldo da dodici anni, casa perfetta, figli grandi, immagine impeccabile. Di fuori, sono la signora perbene, tailleur stretto, tacchi alti, stretta di mano ferma. Ma dentro… dio, dentro brucio. Adoro il rischio, quel formicolio quando potrei essere scoperta. L’anello al dito che luccica mentre una mano estranea mi tocca la fica.
Stasera, bistrot del quartiere. Aldo è lì, sul suo sgabello, Pastis in mano, con Dédé e Rico. Ubriachi, ridono forte. ‘Le donne? Bisogna domarle, ragazzi! La mia Alessandra? Obbedisce, sa chi comanda!’ Lo sento dal fondo del bancone, bicchiere di rosso in mano. Il cuore mi batte all’impazzata. Lo guardo, bombato, che gesticola. I suoi amici annuiscono, complici. Rico… oh, Rico. Il suo ‘fedele’ amico. Non sa che da sei mesi me lo scopo di nascosto. Ogni volta che Aldo è al bar, lui mi chiama. E io corro.
Le Vanterie al Bar e la Tensione del Desiderio
Mi alzo piano, tacchi che cliccano sul legno. Passo vicino ad Aldo, sfioro la sua mano col mio mignolo. ‘Un uomo vero… mi fai bagnare,’ sussurro, fingendo la sconosciuta. Lui arrossisce, eccitato, guarda i compari. ‘Visto, ragazzi?’ Rido dentro, l’adrenalina mi punge la pelle. Ma i miei occhi sono su Rico. Gli mando un messaggio veloce: ‘Dietro, ora. Non farmi aspettare.’ Esco, aria fresca sulla faccia accaldata. L’anello brilla sotto il lampione. Colpevole? Un po’. Ma eccitata da morire.
Rico arriva di corsa, mi spinge contro la sua Panda parcheggiata nel vicolo buio. ‘Cazzo, Alessandra, tuo marito è lì dentro che si vanta di te!’ ansima, mani sulle mie tette. ‘Zitto,’ dico, slacciandogli i jeans. Il suo cazzo salta fuori, duro come ferro, vene gonfie. ‘Guardalo, è per me.’ Mi inginocchio sull’asfalto ruvido, lo prendo in bocca. Succhio forte, lingua che gira sulla cappella, saliva che cola. Geme basso, ‘Porca troia, sei una dea.’ Le auto passano vicine, rischio che Aldo esca a fumare. Il cuore mi esplode nel petto.
L’Acte Proibito e il Ritorno alla Normalità
Mi alzo, tiro su la gonna, mutande da parte. ‘Scopami ora, veloce.’ Mi sbatte contro la macchina, cazzo che entra di colpo nella fica fradicia. ‘Ahhh… sì, così!’ Grido piano, unghie nella sua schiena. Mi pompa duro, colpi secchi, palle che sbattono sul culo. Le tette mi saltano fuori dal reggiseno, capezzoli duri al vento freddo. ‘Vengo… vengo dentro?’ ‘Sì, riempimi!’ Sento il suo sperma caldo schizzare profondo, contrazioni che mi fanno tremare. Viene tanto, cola giù sulle cosce. Cinque minuti, non di più. Urgente, sporco, perfetto.
Mi sistemo i capelli, lipgloss fresco. Bacio Rico veloce, ‘A presto, amore.’ Rientro al bar come una signora. Aldo mi vede, sorride beota. ‘Tesoro! Andiamo a casa?’ Lo bacio sulla bocca, gusto di Pastis. ‘Sì, dai.’ In macchina, mano sulla sua coscia, ma penso allo sperma di Rico che mi bagna ancora. A casa, lui crolla sul divano. Io in bagno, dita nella fica, lecco il suo sapore misto al mio. Il segreto è mio. Domani, avvocata di nuovo. Ma stasera… dio, che brivido. Voglio di più.