Dio, non ce la faccio più a tenere tutto dentro. Sono Maria, 38 anni, sposata da 15 con Antonio, un uomo perbene, ragioniere. Lavoro come segretaria in uno studio notarile, sempre composta, con la fede al dito che brilla sotto le luci dell’ufficio. Mamma di Luca, 17 anni, studente al liceo. Di fuori, vita perfetta. Ma dentro… ehm, dentro brucio. Il preside, Roberto, mi osserva da mesi. Alto, occhi penetranti, mani forti. Inizio con le convocazioni per Luca, note basse, assenze. Ogni volta, il cuore mi batte forte, le cosce si stringono sotto la gonna. ‘Signora, si accomodi’, dice con quella voce bassa. Io arrossisco, fingo preoccupazione per il ragazzo. Ma è per lui che vengo, per quel brivido proibito.
Ieri, tardi, dopo l’orario. ‘Devo parlare di Luca, urgenza’. Entro, chiudo la porta. Lui dietro la scrivania, cravatta allentata. Mi siedo, le calze di nylon frusciano sulle cosce. ‘Luca non merita i complimenti, è pigro’, dico, ma la voce trema. Lui sorride, ‘Convincimi, Maria’. Il cuore mi esplode nel petto. Mi alzo, giro la scrivania. Le mani sue sulla mia vita, l’alliance fredda contro il suo palmo caldo. ‘Sei sposata, eh?’, sussurra. ‘Sì… ma ho bisogno di te’. Mi inginocchio, slaccio la patta. Il cazzo duro salta fuori, venoso, grosso. Lo prendo in bocca, succhio forte, la lingua gira sulla cappella. ‘Brava mamma’, geme lui. Le tette mie premono sul suo grembo, le tiro fuori dal reggiseno, le strizza. Sento l’odore di lui, sudore, desiderio. Urgente, veloce, prima che arrivi qualcuno.
Il peso del segreto quotidiano
Mi alzo, skirt su, mutande giù. ‘Scopami qui, sul tavolo’. Mi piego, figa bagnata esposta. Lui entra di colpo, ‘Cazzo, sei strettissima’. Pompa duro, pacche sul culo. ‘Pensa a tuo marito che ti aspetta’. Io gemo, ‘Sì, ma il tuo cazzo è meglio’. Mi gira, mi siede sul bordo, le gambe aperte. Lecca la figa, la lingua nel clitoride, sudo. ‘Vieni, troia sposata’. Esplodo, tremo, squirto un po’. Poi mi penetra di nuovo, forte, il tavolo scricchiola. ‘Nel culo?’, ansimo. ‘Sì, apri’. Lubrifica con la mia eccitazione, spinge piano, poi furioso. Brucia, ma eccita da morire. ‘Sborra dentro’, imploro. Lui ruggisce, mi riempie l’ano caldo. Crollo, ansimante, il suo sperma cola giù.
Mi rivestono in fretta, bacio umido. ‘Torna presto’. Esco, gambe molli, alito di sesso in bocca. Guido a casa, Antonio cena pronto. ‘Com’è andata con il preside?’. ‘Bene, Luca migliorerà’. Sorrido, fede al dito, ma dentro il culo pulsa del suo seme. Colpevole? Un po’. Ma eccitata da morire. Questo segreto mi fa viva. Domani fingo la moglie perfetta, ma sogno il prossimo rischio. Il brivido… non smette mai.