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Confessione: La Mia Doppelgänger Notte di Cache-Cache Proibito

Mi chiamo Giovanna, ho 37 anni, avvocata a Milano. Sposata con Roberto da dieci anni, casa perfetta, figli a scuola, cena pronta. Tutti mi vedono come la donna in carriera, seria, con l’anello al dito che brilla sotto le luci dell’ufficio. Ma dentro… dio, dentro brucio. Oggi al lavoro, mentre firmavo carte, pensavo a stasera. ‘Esco con le amiche’, ho detto a Roberto. Lui sorride, mi bacia la fronte. ‘Divertiti, amore’. Il cuore mi batte forte già lì. L’anello freddo contro la pelle calda. So cosa mi aspetta.

Ho parcheggiato vicino al palazzo in via Torino, quel vecchio stabile con i vicini che sanno tutto ma tacciono. Lì dentro, la mia seconda vita. Laura, la mia amica del cuore, mi ha scritto: ‘Vieni, Paolo e Dario sono pronti. Enzo arriva dopo’. Ridiamo al telefono, ma è eccitazione pura. Salgo le scale piano, il reggiseno stretto, le mutande già umide. Busso alla porta di Laura al terzo piano. Entro, loro sono lì: Laura nuda sul divano, Paolo con il cazzo mezzo duro in mano, Dario che si accarezza i coglioni. ‘Giò, finalmente!’, dice Laura. Mi spoglio veloce, l’anello luccica mentre slaccio la gonna. ‘Dobbiamo fare in fretta, Roberto torna tardi ma non si sa’. L’aria puzza di sesso vecchio, sudore, eccitazione.

La Tensione del Segreto Quotidiano

Iniziamo con i giochi, per scaldarci. Cluedo erotico. ‘La signorina Scarlet si fa inculare dal professor Plum in cucina con un cetriolo?’, ride Paolo. Sbagliato. Io: ‘La signora Peacock si fa leccare la fica dal colonnello Mustard in biblioteca con la lingua?’. Boom, indovinato. Risate, mani che vagano. Poi Monopoly: chi perde paga con una pompa. Io finisco con la bocca piena del cazzo di Dario, mentre Paolo mi infila due dita dentro. ‘Cazzo, Giò, sei fradicia’, geme. Ma l’urgenza sale. ‘Facciamo cache-cache nel palazzo’, propongo. Tutti eccitati. ‘Chi trova scopa sul posto’. Enzo arriva, occhi famelici. ‘Non ho scopato da ieri, ragazze’. Ridiamo. Lui conta fino a cento.

L’Orgia Riservata e il Ritorno

Io corro al quarto, dai Rossi, coppia di macellai. ‘Nascondimi!’, sussurro. Mi infilano sotto il letto. Loro si spogliano, si baciano. Sento i loro corpi sudati, l’odore di carne, sudore. La signora Rossi geme piano mentre il marito le lecca la figa. Io non resisto, allungo la mano, tocco il cazzo duro del macellaio. ‘Brava, Giovanna’, bisbiglia lui. Mi tira fuori, mi sbatte sul letto. ‘Zitta, o ti trova’. Mi infila il cazzo in bocca, grosso, venoso. Succhio forte, l’anello che graffia la coscia sua. Poi mi gira, mi incula piano. ‘Ahhh, sì, troia sposata’, ringhia. La fica mi pulsa, orgasmo violento, liquido che cola. Laura dal basso grida, scopata dai suoi. Urla dal sesto, Paolo trovato da una vicina. Io vengo di nuovo, il culo stretto intorno al suo cazzo, sborra calda che mi riempie.

Enzo non trova nessuno presto, troppi gemiti lo confondono. Ma io devo andare. Mi vesto di fretta, fica dolorante, sborra che cola sulle cosce. Bacio tutti. ‘Grazie, cazzo che notte’. Scendo, profumo di sesso addosso. Rientro a casa, Roberto dorme. Mi lavo veloce, l’anello pulito di nuovo. Mi infilo a letto, cuore ancora a mille. Lui si gira, mi stringe. ‘Com’è andata?’. ‘Bene, amore’. Sorrido nel buio. Domani ufficio, ma rivivo tutto: il cazzo in bocca, il culo sfondato, il rischio. Dio, adoro questa doppia vita. Il segreto mi fa venire solo a pensarlo.

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