Dio, il cuore mi batte ancora forte solo a ripensarci. Sono Maria, 35 anni, sposata con Marco da dieci, avvocatessa in uno studio importante a Milano. Vita perfetta: casa in ordine, figli a scuola, cene con suoceri. Ma dentro… dentro brucio. Ogni primo weekend di aprile, la famiglia si riunisce per i compleanni di marzo. Zii, cugini, tavolata chiassosa. Io siedo lì, con l’anello al dito che luccica, sorridendo a tutti. Ma i miei occhi… oh, quelli saettano sul mio cugino Luca. Vent’anni, timido, puledro da domare. Lo stuzzico come sempre: ‘Ancora vergine, eh?’. Ride nervoso, ma lo vedo arrossire, il rigonfiamento nei pantaloni. Durante l’aperitivo, mentre apro i regali, gli infilo un biglietto nella tasca. ‘Venerdì casa mia. Ti prendo in bocca. Non dire niente’. Lui legge, impallidisce. Io fingo niente, ma tra le cosce sento l’umidità. Il pranzo è tortura. Lo vedo succhiare il dito con la salsa, mi fissa. Io lecchino il coltello piano, provocante. La zia mi rimprovera: ‘Maria, manners!’. Rido, ma il clitoride pulsa. Pausa tra formaggi e dolce. Tutti in terrazza. Io e Luca soli in sala. ‘Vai in bagno, sembri scoppiato’, gli sussurro. Lui va, io lo seguo dopo. No, stavolta è diverso. Gli ho dato appuntamento venerdì, casa vuota, Marco in viaggio.
Venerdì. Suono alla porta, lui trema. ‘Entra, cugino’. Lo porto in salotto. Sento l’anello freddo contro la sua pelle calda mentre slaccio la cintura. ‘Non è uno scherzo, vero?’. ‘No, Luca. Ti devo questo’. Lo spingo sul divano, pantaloni giù. Il cazzo semi-duro, venoso, odore di maschio giovane. Mi inginocchio, alzo la gonna, mutande da parte. Anello che brilla mentre lo afferro. ‘Mmm, già bagnata per te’. Lecco il glande, salato, lo avvolgo con la lingua. Lui geme: ‘Zia… Maria… oh cazzo’. Lo prendo in bocca, profondo, labbra strette. Succhio forte, la testa va su giù, saliva che cola. Lui ansima, mani nei miei capelli. ‘Aspetta… c’è Sofia, la mia amica’. Entra lei, rossa in viso. ‘Ludivina… ehm, ho detto a lei di venire. Per farti vedere’. No, Sofia è timida. La guido: ‘Leccalo piano’. Lei obbedisce, lingua incerta sul freino. Io lo pompo con la mano, ‘Brava, ora succhia’. Lei lo prende, goffa, urta il palato. Io rido piano, ‘Piano, o viene subito’. Lo riprendo io, gola profonda, bolas in bocca, lecco sudate. Lui trema: ‘Sto… vengo!’. No, lo fermo. ‘A Sofia ora’. Lei pompa il glande, guance cave. Lui esplode: schizzi in bocca, sul viso, tette. ‘Aaaah… Mariaaa!’. Gode forte, io lecco il resto, gusto spermatico.
La Tensione alla Riunione Familiare
Sofia fugge imbarazzata. Io mi alzo, trucco sfatto. ‘Ora il tuo regalo vero’. Mi siedo su di lui, cazzo ancora duro. Anello che gratta la sua coscia mentre mi impalo. ‘Mmmh, stretto…’. Ondulo, fica bagnata che lo strizza. Lui mi afferra i fianchi: ‘Cugina… scopami’. Spingo giù, clac clac, tette che ballano. Vengo prima, urlo soffocato. Lui mi riempie: ‘Prendilo tutto!’. Caldo dentro. Ansimo, sudata. Mi rivesto veloce. ‘Vai ora, Marco torna tra un’ora’. Bacio sulla guancia, ‘Grazie, cugino’. Lui se ne va barcollando.
Torno in cucina, preparo cena. Marco rientra, mi bacia: ‘Com’è andata la giornata?’. ‘Bene, amore’. Sorrido, assaporo il segreto. L’anello pulito, ma la fica gocciola ancora il suo sperma. Colpevole? Un po’. Ma eccitata da morire. La doppia vita… è il mio brivido. Non vedo l’ora del prossimo compleanno.