Mi chiamo Laura, ho 42 anni, avvocatessa in uno studio prestigioso a Milano. Di fuori, sono la moglie perfetta: marito ingegnere, due figli, casa in ordine, cene familiari. L’anello al dito brilla sempre, simbolo di tutto ciò che è giusto. Ma dentro… dio, dentro brucio. Da mesi ho una relazione segreta con Marco, il mio collega più giovane, atletico, con quel cazzo che mi fa impazzire solo a pensarlo.
Ogni giorno è una lotta. Al mattino bacio mio marito, ‘Buona giornata amore’, e corro in ufficio. Lì, fingo professionalità, ma i nostri sguardi si incrociano. Sento la figa bagnarsi sotto la gonna stretta. ‘Stasera tardi?’, mi scrive lui sul telefono. Il cuore mi batte forte. E se mio marito controllasse? E se i figli notassero qualcosa? Eppure, quel brivido… mi eccita da morire. L’anello al dito mi ricorda il mio ruolo, ma la mano di Marco sotto il tavolo, sfiorandomi la coscia, è il fuoco che mi consuma.
La Tensione del Segreto Quotidiano
Ieri è stato il culmine. Riunione finita tardi, ufficio vuoto. ‘Resta’, mi sussurra lui, chiudendo la porta. Io esito: ‘Marco, ho i figli che mi aspettano, la cena…’. Ma lui mi afferra, mi sbatte sul tavolo. ‘Smettila di fare la santarellina, Laura. So che sei fradicia’. Mi solleva la gonna, strappa le mutande. Sento l’aria fredda sulla pelle bollente. Il mio anello luccica mentre gli slaccio i pantaloni. Il suo cazzo salta fuori, duro, venoso, enorme. ‘Succhia’, ordina. Mi inginocchio, lo prendo in bocca. Sa di sudore, di maschio. Lo lecco, lo ingoio fino in gola, tossendo piano. Lui mi afferra i capelli: ‘Brava troia sposata, succhia come meriti’.
L’Acte Proibito e il Ritorno alla Normalità
Non resisto. Mi alzo, mi giro, appoggio le mani sul tavolo. ‘Fottimi, presto’. Lui non aspetta: mi penetra di colpo, la figa si apre, gocciola intorno al suo cazzo. ‘Cazzo, sei strettissima’, grugnisce. Mi sbatte forte, i documenti volano. Sento le palle schiaffeggiarmi il clitoride, il tavolo cigola. Il cuore mi esplode nel petto, paura che entri qualcuno, che squilli il telefono. Ma è eccitante: ‘Più forte, Marco, fammi venire!’. Lui mi tappa la bocca, mi incula un dito mentre mi pompa. Io vengo, tremo, squirto sul pavimento. Lui accelera: ‘Prendilo tutto, puttana’. Mi riempie di sborra calda, che cola giù dalle cosce.
Cinque minuti dopo, mi sistemo: gonna liscia, trucco rifatto, profumo per coprire l’odore di sesso. ‘A domani’, mi bacia lui. Io guido a casa, le cosce appiccicose, l’anello che mi sfrega la pelle. Entro, mio marito: ‘Com’è andata?’. ‘Bene, riunione lunga’. Bacio i figli, preparo la tavola. Sorrido, normale. Ma dentro rido: ho la figa piena di un altro, il segreto mi fa ribollire. Stanotte, mentre mio marito dorme, mi tocco pensando a Marco. Questa doppia vita… mi fa sentire viva, colpevole quel tanto che basta, ma viva da morire. Domani, replicheremo. Non resisto.