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La Mia Doppia Vita: La Scopata Clandestina con il Marito di Mia Cognata

Dio, come faccio a dirtelo? Sono sposata da otto anni, avvocatessa in uno studio importante a Milano. Vita perfetta: marito gentile, casa in ordine, figli a scuola. Tutti mi guardano con rispetto. Ma dentro… c’è lui. Stéphane, il marito di mia cognata, quello della sorella di mio marito. Trentacinque anni, atletico, occhi che ti squarciano. Lo sanno tutti che lei lo tradisce, ma lui… lui mi guarda da anni.

L’altra sera, riunione familiare per gli ottanta di nonno. Sole cocente, poi brezza serale. Io in gonna leggera, camicetta slim. Niente reggiseno, spalle scottate dalla spiaggia, non sopporto il contatto. Esco dalla stanza, sento i seni liberi che dondolano piano contro il tessuto. Cuore che batte forte. Mi piace, cazzo. Mi eccita.

Il Contrasto tra Vita Normale e Desiderio Vietato

Aiuto in cucina, lui è lì. ‘Sei stupenda stasera’, mi dice con quel sorriso. Arrossisco. ‘Cambia camicia, è troppo larga. Vorrei vedere meglio quelle tette sode, giovani…’. Mi gira le spalle e va via. Sonnée. Lo cerco con gli occhi. Seduto con mio marito, mi fissa. Io arrossisco, apro un po’ le ginocchia per sbaglio, gonna su. Lui sorride. Vibra il telefono: ‘Perché chiudi? Era delizioso.’. Cuore in gola. Rispondo con un ‘?’. ‘Apri come un fiore. Nessuno guarda.’.

L’aria fresca tra le cosce. Mi apro piano, ginocchia che cadono. Sento la fica gonfiarsi, mutande tese. Lui annuisce. ‘Meglio, sdraiati sui gomiti.’. Obbedisco. Piedi che si spostano lenti. Vulva schiacciata, respiro accelerato. Mi concentro: sangue caldo che pulsa sul clito, umidità che cola. Sto bagnando tutto. Intorno, famiglia chiacchiera, risate. Io esposta per lui.

L’Acto Esplosivo e il Ritorno alla Realtà

Poi il plateau rovesciato, ‘tacca’ di vino. Vado in camera, mi cambio con un top attillato. Tette che puntano, capezzoli duri. Torno, glieli offro servendo caffè. Lui a disagio, eccitato. Notte fonda, tutti a letto. Io in corridoio, fingo di sfogliare una rivista. ‘Bella serata’, sussurra dietro di me. Mani sulla vita. Bacio sul collo. ‘Vieni?’. Lo chiama lei dall’alto. ‘Arrivo!’.

In camera mia, sola. Ma non dormo. Mi guardo allo specchio, apro le cosce. Fica rasata, bagnata fradicia. Due dita dentro, pompino lento. Clito pizzicato. Sto per venire quando… bussano piano. È lui. ‘Apro?’. ‘Sì’. Entra, chiude. ‘Cazzo, non resisto’. Mi spinge sul letto, gonna su, mutande di lato. ‘Sei fradicia per me’. Cazzo duro, grosso, mi riempie di colpo. ‘Ahhh! Piano, ci sentono!’. Spinge forte, mani sulle tette, pinza capezzoli. Io mordo il cuscino. ‘La tua fica è una morsa, troia segreta’. Pompa veloce, rischio alto. Sento l’anello al dito sfregare la sua pelle mentre lo graffio. ‘Vengo dentro?’. ‘No, fuori!’. Ma schizza dentro, caldo, profondo. Io esplodo dopo, spasmi violenti.

Esce veloce, bacio rubato. ‘Domani?’. Io annuisco, colpevole, eccitata. Rientro a casa da mio marito, cena, baci della buona notte. Lui dorme sereno. Io sotto le coperte, dita sulla fica ancora gonfia di lui. Segreto custodito, adrenalina pura. Domani ufficio, poi chissà. Questa doppia vita… mi fa viva.

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