La Mia Doppia Vita: La Scopata Clandestina con l’Italiano a Parigi

Mi chiamo Sofia, ho 35 anni, sposata da dieci con Marco, un uomo perbene. Lavoro come receptionist in un’azienda tech a Parigi. Vita perfetta: casa in periferia, figli a scuola, sorriso professionale. Ma dentro… dio, quel fuoco. L’alliance al dito mi pesa, mi ricorda il dovere. Eppure, adoro il brivido. Il segreto. Il rischio di tutto.

Oggi è arrivato lui, Luigi Basio. Italiano come me, ma milanese, con quel fascino ostentato: abito di lusso, capelli neri, occhi che ti spogliano. Mi ha vista al banco, ha sorriso. ‘Bellissima, dopo di te nell’ascensore.’ Il cuore mi è partito. Bum-bum. Mani sudate. L’ho preceduto, sentivo il suo sguardo sul culo. Ascensore. Chiusi. ‘Sei sposata?’, mi fa, sfiorandomi la mano. L’alliance brilla. ‘Sì’, dico, voce tremante. ‘Ma stasera… cena?’. Rido nervosa. ‘Ho famiglia.’ Ma il corpo dice sì. Tensione pazzesca. Riunione con il capo, François. Luigi vuole il contratto, ma guarda me. François capisce, mi manda a ‘intrattenere il cliente’. Stronzo. Ma io? Eccitata da morire.

Il Segreto che Mi Divora

Esco dal lavoro presto. ‘Devo fare la spesa’, mento a Marco al telefono. Cuore in gola. Hotel vicino, Luigi mi aspetta. Camera 512. Busso. Apre in accappatoio. ‘Sofia… vieni.’ Mi bacia subito, lingua dentro, mani ovunque. ‘Fermati… l’alliance…’, balbetto. Lui ride: ‘Mi eccita di più, troia sposata.’ Mi spinge sul letto. Strappa la blusa. Tette fuori, capezzoli duri. ‘Che fica stretta hai’, geme, infilando dita sotto la gonna. Io ansimo: ‘Presto, devo tornare a casa.’ Urgenza folle. Mi alzo i pantaloni, no, gonna. Lui slaccia: cazzo grosso, venoso, cappella viola. ‘Succhialo.’ Mi inginocchio. Bocca piena, gusto salato. Lo lecco, lo ingoio profondo. Gola piena, lacrimo. ‘Brava puttana.’ Mi tira su, mi gira. Contro il muro. Gonna su, mutande giù. ‘Pronta?’ ‘Scopami, dai.’ Entra di colpo. Fica bagnata, spalancata. ‘Ahhh! Piano!’, grido. Ma spinge forte. Colpi secchi, palle che sbattono. Mano sull’alliance, la stringe. ‘Tuo marito non ti scopa così.’ Io: ‘No… più forte…’. Sudore, odore di sesso. Mi piega, mi sbatte. Dita sul clito, giro vorticoso. Vengo urlando: ‘Cazzo, sto venendo!’. Lui accelera: ‘Prendo la tua fica sposata’. Sborra dentro, caldo, pieno. Trema. Io gemo, gambe molli.

Esco barcollando. Sperma che cola tra le cosce. Mi pulisco in bagno, mutande su. Bacio veloce: ‘Torna presto, amore mio.’ Scendo, taxi. Casa. Marco: ‘Com’è andata la spesa?’. Sorriso innocente. ‘Bene.’ Figli a letto. Sotto le coperte, tocco la fica gonfia, appiccicosa. Ricordo il cazzo di Luigi. Colpevole? Un po’. Ma eccitata da morire. Domani lavoro, lui riparte. Magari un messaggio. La doppia vita… dio, non smetto mai. Il segreto mi fa viva.

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