La Mia Doppia Vita: L’Amante Segreto in Ufficio

Mi chiamo Sofia, ho 38 anni, manager della produzione in una startup milanese. Di giorno sono la moglie perfetta di Luca, avvocato rispettabile, madre di due bimbi adorabili. Casa in collina, cene in famiglia, yoga il sabato. Tutti mi invidiano. Ma dentro… dentro brucio. Tutto è iniziato con Antonio, il nostro comptable. Esiliato in un angolo dell’open space, un po’ goffo, occhi intelligenti. L’ho notato subito al mio primo giorno. Pochi mesi fa, crisi finanziaria: il capo minimizza, ma lui mi manda un report devastante. “Siamo nella merda”, gli dico dopo aver verificato. Ridiamo nervosi. “Vieni da me stasera?”, propongo. Casa mia, non sua. Luca è in trasferta, i bimbi dalla nonna. Cuore che martella mentre gli apro la porta, in vestaglia. Parliamo lavoro, whisky in mano. Ma i miei occhi scivolano sul suo collo, sulle mani forti. Sento l’anello nuziale pesare al dito. “Sofia, sei sposata…”, mormora lui. Io annuisco, colpevole. Ma il desiderio vince. Lo bacio. Labbra calde, urgenti. “Non dovremmo”, balbetto. Eppure lo tiro dentro.

La tensione è insopportabile. Settimane di sguardi rubati in ufficio. Riunioni dove le nostre ginocchia si sfiorano sotto il tavolo. Messaggi notturni: “Mi manchi”. Luca dorme accanto a me, e io penso ad Antonio. Il brivido di rischiare tutto. Una mano sull’ascensore vuoto, un bacio veloce nel parcheggio. “Stasera?”, mi scrive. Non resisto. Vado da lui, dopo cena con la famiglia. “Torno tardi, riunione”, mento a Luca. Bacio i bimbi, esco. Cuore in gola in macchina. Parcheggio lontano, salgo scale di corsa. Lui apre, mi spinge contro il muro. “Ti voglio da morire”, ansima. Le sue mani sotto la gonna, io gli slaccio i pantaloni. Il mio anello brilla mentre gli afferro il cazzo duro, pulsante. “Scopami ora”, gemo. Urgente, contro la porta. Mi solleva una gamba, entra di colpo. La fica bagnata lo ingoia. “Cazzo, Sofia, sei strettissima”. Spingo i fianchi, unghie nella sua schiena. Sudore che cola, respiri rotti. Mi penetra forte, colpi secchi. Sento le palle schiaffeggiare. “Più forte, fammi venire”. Mi morde il collo, io vengo urlando piano, spasmi che mi scuotono. Lui esplode dentro, caldo sperma che mi riempie. “Ti amo”, sussurra. Io tremo, colpevole ma viva.

La Tensione del Segreto

Rientro a casa, gambe molli, fica che stilla il suo seme nelle mutande. Luca dorme. Mi infilo sotto le coperte, lo bacio sulla guancia. “Notte amore”. Lui sorride nel sonno. Io sorrido nel buio, mano tra le cosce umide. Il segreto mi eccita da morire. Domani in ufficio, lo guarderò dall’altra parte dell’open space. Lui sa cos’è nascosto sotto il mio tailleur. L’anello nuziale luccica innocente, ma io porto il suo marchio dentro. Colpevole? Sì, un po’. Ma questo brivido… non lo mollo. La doppia vita mi fa sentire viva, una dea del peccato. E non vedo l’ora del prossimo rischio.

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